Vannacci rompe con la Lega e accusa Salvini di tradimento
Top

Vannacci rompe con la Lega e accusa Salvini di tradimento

Roberto Vannacci rompe definitivamente con la Lega e sceglie l’aeroporto Marconi di Bologna per lanciare l’affondo più duro contro Matteo Salvini.

Vannacci rompe con la Lega e accusa Salvini di tradimento
Roberto Vannacci
Preroll

globalist Modifica articolo

4 Febbraio 2026 - 21.19


ATF

Roberto Vannacci rompe definitivamente con la Lega e sceglie l’aeroporto Marconi di Bologna per lanciare l’affondo più duro contro Matteo Salvini. Tra un saluto e un abbraccio nella zona Arrivi, diretto a Modena per incontrare i suoi sostenitori, l’ex generale rivendica la sua uscita dal partito e respinge le accuse di slealtà.

«Io sleale? E’ stato Matteo Salvini, o meglio il suo partito, nel quale ero che continua a promuovere determinate idee e concetti e poi allo stato dei fatti quando si tratta di votarli va in un’altra direzione. Non solo sulle armi all’Ucraina, ma anche sui princìpi di famiglia, e sulla legge Fornero. Salvini è quello che per anni ha detto che andava demolita invece poi china il capo, si mette in posizione prona in una coalizione che invece la promuove e la conferma».

Per Vannacci, il tradimento non è suo, ma del leader leghista. «E’ Salvini che ha tradito le promesse in qualche modo», insiste, circondato dagli amici del Vannacci Mutina team. E rivendica una coerenza che dice di non aver mai abbandonato: «Sto dicendo che i miei princìpi e i miei valori rimangono fissi. Non rinuncio alla mia identità per un compromesso e un inciucio».

Alla domanda su che tipo di destra intenda costruire, la risposta è netta: «La sua destra che destra è? “È una destra vera. Il contrario di moderato non è estremo, ma è forte. Perché dovrebbe essere una destra nera? E’ vera”».

Leggi anche:  Vannacci vuole ergersi a paladino della sicurezza, dei no vax e dell’anti-islamismo: ma farà danni limitati a destra

“Il 4% è una bella rampa di lancio”

C’è chi teme che la sua mossa possa favorire la sinistra. Vannacci respinge l’ipotesi: «Bisogna avere una certa fantasia da questo punto di vista. Voglio rendere la coalizione di destra ancora più forte, anche perché spero di richiamare molta gente che crede nell’identità, crede nei valori e che quindi spero che torni a votare».

Il nuovo soggetto politico, Futuro Nazionale, viene già accreditato da alcune stime al 4 per cento. «Strano dare percentuali per qualcosa che ancora non esiste», commenta inizialmente. Poi, prima di partire per Modena, corregge il tiro: «Il 4% per qualcosa che non esiste è una bella rampa di lancio».

E chiarisce l’ambizione del progetto: «Un partito come quello che mi approccio a fondare è interlocutore naturale della destra. Presenta princìpi valori e ideali portati avanti. Forse qualcuno se n’è dimenticato, che predica qualcosa e poi vota altro. Forse l’offerta politica non soddisfa più. Non è un problema di persone o partiti, ma di valori e princìpi».

“Non avevo nessuna autorità”

Vannacci richiama i concetti espressi nel suo libro Il mondo al contrario, rivendicando una fedeltà che non coincide con l’obbedienza: «Lealtà non vuol dire obbedienza cieca e assoluta, onore non vuol dire immobilismo, disciplina non significa rifiutarsi di pensare. Io sono rimasto fedele: sono stato eletto non perché ero un politico, ma perché avevo scritto un libro».

Leggi anche:  Roberto Vannacci pronto a lasciare la Lega: l'addio ufficiale nelle prossime ore (salvo ripensamenti)

Nella Lega, sostiene, non gli sarebbe mai stato consentito di incidere davvero: «non mi è stata data la possibilità di essere incisivo dal punto di vista politico. Tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri nei miei confronti. Io non devo essere grato alla Lega» per l’elezione all’Europarlamento, «semmai è la Lega che deve essermi grata perché con i miei 500mila voti oltre a me ha avuto due seggi in più».

L’incarico di vicesegretario viene liquidato come puramente simbolico: «Nella Lega mi è stato assegnato un incarico di vicesegretario, ma non avevo nessuna autorità o responsabilità. Era un incarico ad honoris causa. Non mi è stata data possibilità di essere di incisivo da un punto di vista politico, il Toscana mi remavano contro e tutti voi siete testimoni degli attacchi giornalieri che gran parte dei dirigenti della Lega mi hanno fatto».

“Tornare a parlare con Putin. Il metodo Trump funziona”

La decisione di fondare un nuovo partito, spiega, è maturata di recente: «di dover fondare un soggetto politico che rispondesse ai miei valori». E usa una metafora per descrivere lo strappo: «non ho preso nessun taxi. Evidentemente il taxi ha cambiato direzione, a me interessa arrivare alla meta. Sono sceso da questo taxi, procedo a piedi con lo zaino, bussola e cartina».

Leggi anche:  Roberto Vannacci pronto a lasciare la Lega: l'addio ufficiale nelle prossime ore (salvo ripensamenti)

Una bussola che guarda anche alla politica internazionale. Sul dialogo con Mosca non ha dubbi: «A lungo è stato giudicato intoccabile, impossibile parlarne. Negli ultimi giorni, prima Meloni, poi Merz, poi Macron, per ultimo il russofobo Stoltenberg, hanno detto che è il caso di parlare con Putin. Credo sia il caso: una nazione che si rispetti non smette mai di dialogare anche con i nemici».

E cita Donald Trump come modello sull’immigrazione: «Qua nessuno conosce come opera l’Ice: quello che conosciamo sono i tre quattro eventi esecrabili riportati dalla stampa. Ma vi porto dei dati: nell’ultimo anno sono rientrati due milioni di stranieri nel paese di origine, di cui un milione e mezzo volontariamente. Quindi il metodo Trump funziona».

“Io come Fini? No, come Meloni col Pdl”

Con Giorgia Meloni, assicura, non ci sono stati contatti recenti. Ma il paragone che sceglie è eloquente: «piuttosto che come Fini, io mi sento come Meloni quando ha lasciato il Pdl per le divergenze di vedute».

E chiude respingendo le ricostruzioni complottiste: «Questa destra vera si presenta come interlocutore dei partiti di destra e del centrodestra, le teorie che io mi sia messo d’accordo con qualcuno per far fallire Meloni sono grottesche, assurde».

Native

Articoli correlati