L’ineffabilità del Pd
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L’ineffabilità del Pd

Mentre il mondo va in fiamme, i parlamentari europei del Partito Democratico mostrano grande apprensione per una questione di fondamentale urgenza: il trasporto aereo degli strumenti musicali. 

L’ineffabilità del Pd
Dario Nardella
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Giovanna Musilli Modifica articolo

5 Marzo 2026 - 12.43


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Mentre il mondo va in fiamme, i parlamentari europei del Partito Democratico mostrano grande apprensione per una questione di fondamentale urgenza: il trasporto aereo degli strumenti musicali. 

Nicola Zingaretti, Dario Nardella e altri intrepidi deputati dem hanno infatti organizzato un incontro a Bruxelles per analizzare e risolvere l’ingiusta vessazione subita dai viaggiatori artisti che richiedono le opportune garanzie legali a tutela dei loro strumenti. Le pressanti domande poste durante il convegno hanno riguardato il risarcimento per gli eventuali danni agli strumenti contenuti nella stiva e la necessità di acquisto di un secondo posto per ospitare strumenti particolarmente ingombranti o di pregio. La pietra dello scandalo è stato un passeggero che ha viaggiato con un prezioso violino Guadagnini sulle gambe, per via della mancanza di spazio. 

E di fronte alle ingiustizie, si sa, il PD insorge in difesa dei più deboli.

In spregio al senso della realtà, Nicola Zingaretti ha scritto sui social: “In volo verso Bruxelles. Nel pomeriggio per regole e diritti dei passeggeri artisti a portare strumenti. Ps: se avessi avuto un violino come Dario Nardella non lo avrei portato con me”.

L’incontro si è tenuto il 23 febbraio, pochi giorni prima dell’attacco di Israele e Stati Uniti all’Iran: il che evoca l’immagine del film Titanic in cui i nobili continuavano a ballare mentre la nave affondava. 

I parlamentari piddini vivono in un mondo tutto loro, in cui non si teme la terza guerra mondiale, in cui l’Italia non è governata da dilettanti allo sbaraglio asserviti al presidente criminale degli Stati Uniti, in cui non ci sono sei milioni di connazionali sulla soglia di povertà mentre i prezzi continuano ad aumentare… Vivono una realtà distopica in cui c’è sempre il sole, gli uccellini cinguettano, le “magnifiche sorti e progressive” del riformismo democratico hanno condotto l’UE alla prosperità, alla pace e al consenso di massa. E in cui, perciò, c’è tutto il tempo di occuparsi dei musicisti viaggiatori, o della proposta di legge sul congedo parentale paritario presentata pochi giorni fa dal Pd nazionale e firmata dalla segretaria Elly Schlein, con tanto di relativa campagna social. 

Il PD, peraltro, non è nuovo a queste iniziative ineffabili. Lo scorso anno, a genocidio palestinese in corso e dopo 3 anni di guerra russo-ucraina, mentre il governo Meloni apparecchiava la riforma della giustizia e l’ennesimo decreto sicurezza liberticida, il senatore dem Dario Franceschini si impegnò nella nobile battaglia contro un’altra grave ingiustizia non più sopportabile per noi cittadini: il conferimento automatico del cognome paterno ai neonati. Gli sembrò così di ingaggiare una lotta senza quartiere contro il patriarcato, addentrandosi nelle segrete stanze del femminismo più rivoluzionario.

“Beati loro” verrebbe da dire, se non fossero stati eletti nel parlamento italiano ed europeo per rappresentare le istanze di milioni di cittadini italiani, e se – in teoria – non dovessero opporsi in Europa alla deriva bellicista che ha coinvolto l’UE al traino degli Stati Uniti, e sul piano nazionale al governo Meloni. 

Per di più – bontà loro – si dovrebbero preoccupare di vincere le elezioni politiche del 2027. Altro che cognomi paterni, viole, violini, e congedi parentali. 

Purtroppo, finché il PD non scenderà sulla terra con noialtri, Meloni e i suoi potranno dormire sonni tranquilli. 

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