Ormai si aggrappano a tutto: alla “Casa nel Bosco” per far passare i magistrati per cattivi e adesso perfino a uno sfacciato appello al clientelismo, fatto tra gli applausi dei meloniani dal parlamentare di Fratelli d’Italia Aldo Mattia, responsabile delle politiche agricole del partito. In un Paese normale sarebbe stato sconfessato e costretto alle dimissioni dopo un minuto. Ma non è così.
La destra ha paura di perdere e, per usare una metafora calcistica, gioca sporco con falli ripetuti.
Prima la strumentalizzazione della vicenda della “Casa del Bosco”. Una storia delicata, che riguarda tre bambini e una decisione della magistratura, trasformata in un caso politico per costruire la solita narrazione: i giudici cattivi, la magistratura che perseguita le famiglie, il sistema da “rimettere a posto” con il referendum. Non importa la complessità dei fatti, non importa la prudenza che vicende così richiederebbero. Conta solo l’effetto mediatico: colpire le toghe e alimentare indignazione.
Poi arriva il resto. Il video del deputato di Fratelli d’Italia che spiega come bisogna portare la gente a votare: attivare la rete dei favori, andare da amici e parenti e dire, senza alcun imbarazzo, “io ti ho fatto un favore, adesso fallo a me”. Non un lapsus, non una frase scappata. Un metodo rivendicato pubblicamente davanti a una platea che applaude.
È difficile immaginare una fotografia più chiara del clima di questa campagna referendaria. Da una parte si usa il dolore di una famiglia per costruire un caso politico contro la magistratura. Dall’altra si evoca apertamente la pratica più vecchia e più tossica della politica italiana: il clientelismo.
Quando si arriva a questo punto significa che la partita non le sta andando come sperava. I sondaggi danno il No avanti e allora ogni mezzo diventa buono: l’emozione, la propaganda, perfino il sistema dei favori.
Ma una riforma della giustizia si difende con gli argomenti, non con la strumentalizzazione delle persone. E un referendum si vince convincendo gli elettori, non ricordando loro i favori ricevuti. Quando si comincia a giocare così sporco, il problema non è più solo il risultato del referendum. È il modo in cui si prova a ottenerlo che è sotto molti aspetti illuminante sui metodi del governo.
