Referendum, il No vince a valanga: gli italiani scelgono la Costituzione e bocciano l'avventurismo della destra

Il referendum sulla giustizia si chiude con una bocciatura netta della riforma: il No prevale con il 53,7%, mentre il Sì si ferma al 46,3%,

Referendum, il No vince a valanga: gli italiani scelgono la Costituzione e bocciano l'avventurismo della destra
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23 Marzo 2026 - 18.15


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Il referendum sulla giustizia si chiude con una bocciatura netta della riforma: il No prevale con il 53,7%, mentre il Sì si ferma al 46,3%, secondo la quinta e ultima proiezione Tecnè con una copertura del campione al 92%. L’affluenza, vicina al 59%, segna una partecipazione significativa, ben oltre le attese, confermando la centralità del tema nel dibattito pubblico.

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Il governo: “Avanti comunque”

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni riconosce l’esito del voto ma rilancia l’azione dell’esecutivo:
“Rispettiamo la decisione degli italiani, ma andremo avanti. Resta il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia”.

Sulla stessa linea il ministro della Giustizia Carlo Nordio, che sottolinea soprattutto il dato politico della partecipazione:
“Prendo atto della decisione del popolo sovrano. Ci consola l’alta affluenza, segno della solidità della nostra democrazia”.

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Le opposizioni: “Segnale politico forte”

Di tutt’altro tono la lettura dell’opposizione. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte parla apertamente di un voto contro il governo:
“È una grande rimonta, un vero avviso di sfratto per l’esecutivo”.

Un’interpretazione che trasforma il referendum da consultazione tecnica a test politico nazionale, con possibili ripercussioni sugli equilibri parlamentari e sull’agenda delle riforme.

Il Comitato per il Sì: “Nessun rimpianto”

Dal fronte favorevole alla riforma, il Comitato per il Sì rivendica l’impegno profuso durante la campagna:
“Ce l’abbiamo messa tutta, non abbiamo rimpianti”.

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Un voto che pesa oltre il quesito

Il risultato consegna un Paese diviso ma coinvolto, con una partecipazione che rafforza il peso politico del referendum. Il No non è solo una bocciatura della riforma, ma un segnale che attraversa l’intero sistema politico: da un lato rallenta il progetto di revisione della giustizia, dall’altro offre all’opposizione un terreno di rilancio.

Per il governo si apre ora una fase complessa: tenere la rotta sulle riforme senza ignorare il messaggio arrivato dalle urne. Perché, al di là delle percentuali, il voto sembra aver ridefinito — almeno temporaneamente — i rapporti di forza nel Paese.

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