Il Partito democratico torna all’attacco del governo sulla vicenda che coinvolge il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, al centro di polemiche per la partecipazione in una società con la figlia di un imprenditore ritenuto prestanome di un clan mafioso. Dopo le rivelazioni della stampa e le reazioni della maggioranza, Dario Parrini, senatore del Pd e vicepresidente della Commissione Affari costituzionali, ha chiesto le dimissioni immediate di Delmastro e del ministro della Giustizia Carlo Nordio.
“Dopo il referendum sulla separazione delle carriere – ha dichiarato Parrini – sarebbe un atto di decenza separare anche le carriere di Nordio e Delmastro dal Ministero della Giustizia. Non possono rimanere al loro posto. Devono dimettersi.”
Le critiche del senatore dem non risparmiano il Guardasigilli, accusato di aver offerto una difesa “imbarazzante” del suo sottosegretario. “Nordio ha detto in televisione che ‘non è che al ristorante puoi chiedere la carta d’identità al proprietario’. Ma per chi ci ha preso? Dopo la batosta subita nelle urne continua a mostrarsi arrogante, come se gli italiani fossero degli ingenui.”
Il caso Delmastro, definito da diverse forze di opposizione “una macchia” sulla credibilità del Ministero della Giustizia, continua a provocare tensioni nella maggioranza. Fratelli d’Italia, per ora, fa quadrato, anche se da giorni trapela un crescente disagio interno.
Parrini conclude con un appello diretto a Palazzo Chigi: “La premier Meloni non può più tacere. Difendere Delmastro e Nordio significa coprire comportamenti che minano la fiducia nelle istituzioni. Serve un atto di responsabilità: entrambi devono lasciare l’incarico.”
La polemica si inserisce in un contesto già incandescente per il governo Meloni, reduce dalla sconfitta referendaria sulla riforma della giustizia e alle prese con le richieste di chiarimento da parte delle opposizioni.