Piantedosi dovrebbe dimettersi: non per le avventure amorose ma per la vergognosa fuga di Almasri
Top

Piantedosi dovrebbe dimettersi: non per le avventure amorose ma per la vergognosa fuga di Almasri

Ora, che il prefetto-questurino debba fare non uno ma dieci passi indietro è cosa buona e giusta. Ma non per le scappatelle amorose. Piantedosi dovrebbe avere la decenza di andarsene per una cosa mille volte più grave: il caso Almasri.

Piantedosi dovrebbe dimettersi: non per le avventure amorose ma per la vergognosa fuga di Almasri
Claudia Galli e Matteo Piantedosi
Preroll

Umberto De Giovannangeli Modifica articolo

2 Aprile 2026 - 16.18


ATF

La liaison tra il ministro un po’ attempato e la giovane giornalista rampante impazza e addirittura si trasforma in caso politico che potrebbe portare all’uscita dal Viminale di Matteo Piantedosi. 

Ora, che il prefetto-questurino debba fare non uno ma dieci passi indietro è cosa buona e giusta. Ma non per le scappatelle amorose. Piantedosi dovrebbe avere la decenza di andarsene per una cosa mille volte più grave: il caso Almasri, ovvero, lo sputtanamento internazionale dell’Italia. 

Piantedosi deve andarsene tanto più dopo che la presidenza della Corte penale internazionale (Cpi) ha deferito l’Italia all’Assemblea degli Stati membri per “inadempienza a una richiesta di cooperazione” sul caso Almasri.  . Lo riferisce la stessa Cpi, spiegando che “il 29 gennaio 2026 la presidenza della Corte ha trasmesso al presidente dell’Assemblea degli Stati membri la ‘Decisione di deferire all’Assemblea degli Stati membri l’inadempienza dell’Italia a una richiesta di cooperazione’ della Camera preliminare I, datata 26 gennaio 2026, rinviando così la questione all’Assemblea degli Stati membri”.

La Corte ricorda che “il 17 ottobre del 2025 la Camera preliminare I aveva emesso una ‘Decisione sulla mancata ottemperanza dell’Italia a una richiesta di cooperazione’, nella quale aveva constatato che l’Italia non ha ottemperato ai propri obblighi internazionali ai sensi dello Statuto di Roma, impedendo alla Corte di esercitare le proprie funzioni e i propri poteri ai sensi dello Statuto ‘non dando debita esecuzione alla richiesta della Corte di arrestare e consegnare il sig. Njeem (cioè Almasri ndr.) mentre si trovava sul territorio italiano, e non consultando né cooperando con la Corte per risolvere eventuali presunte questioni derivanti dalla formulazione del mandato d’arresto e dalla presunta richiesta concorrente di estradizione'”.

La Cpi ha fatto sapere anche che un rappresentante dell’Italia è stato invitato alla riunione dell’ufficio di presidenza dell’Assemblea del 1° aprile 2026 per discutere le implicazioni della decisione della Corte relativa alla sua mancata cooperazione e per presentare le proprie opinioni su come intenda cooperare con la Corte in futuro e aggiunge che l’ufficio di presidenza presenterà una relazione sulle misure adottate, unitamente a eventuali raccomandazioni, alla prossima sessione dell’Assemblea. L’Assemblea degli Stati membri è l’organo di controllo gestionale e legislativo della Corte penale internazionale ed è composta dai rappresentanti degli Stati che hanno ratificato lo Statuto di Roma.

Più sputtanati di così…Con un’aggiunta. Piantedosi dovrebbe portarsi via con sé anche l’altro ministro, Carlo Nordio, impantanato nella putrida vicenda Almasri, torturatore, stupratore, criminale seriale che l’Italia ha liberato e con un volo di Stato riportato a Tripoli e lasciato libero di continuare a delinquere.

Caro ministro Piantedosi, questa non è una “love story” pruriginosa. È una storia vergognosa di delitti e impunità. Per questo dovrebbe farsi da parte. 

Native

Articoli correlati