Ucraina nell’Ue, nuova frattura nella maggioranza: Tajani accelera, Donzelli (Fdi) e Lega frenano

L’ipotesi di un’accelerazione del percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea apre nuove tensioni nella maggioranza di governo.

Ucraina nell’Ue, nuova frattura nella maggioranza: Tajani accelera, Donzelli (Fdi) e Lega frenano
Antonio Tajani
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28 Maggio 2026 - 18.23


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L’ipotesi di un’accelerazione del percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea apre nuove tensioni nella maggioranza di governo. A dividere gli alleati sono soprattutto tempi e conseguenze politiche dell’ingresso di Kiev nell’Ue, mentre da Bruxelles arrivano segnali di apertura verso l’avvio concreto dei negoziati.

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A sostenere la linea più favorevole è il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani, che conferma il sostegno del governo italiano all’adesione ucraina, pur sottolineando la necessità di definire modalità e tempistiche.

“Il governo è favorevole all’adesione dell’Ucraina alla Unione europea, il problema è quello dei tempi quindi si sta studiando a livello europeo qual è la formula migliore”, afferma il leader di Forza Italia.

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Una posizione che però trova forti resistenze dentro la coalizione. Il coordinatore nazionale di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, pur ribadendo il sostegno a Kiev, mette in guardia sulle conseguenze di un ingresso immediato dell’Ucraina nell’Unione.

“L’ingresso di Kiev nell’Unione Europea, in questo momento di non raggiunta pace con la Russia, significherebbe estendere la guerra a tutta l’Europa, per quelle che sono le norme europee e internazionali. Raggiunta la pace è comprensibile la posizione di Tajani. In una situazione di pace non raggiunta è comprensibile la posizione di Salvini. Dipende dal momento in cui si realizza questo ingresso”.

Anche la Lega mantiene una linea prudente, in sintonia con le posizioni di Matteo Salvini. Il vicepresidente del Senato Gianmarco Centinaio sostiene che, allo stato attuale, non esistano le condizioni per procedere.

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“L’Ucraina in Europa? Ci devono esser le condizioni, non dico che mettiamo un veto ma alziamo la mano per capire se ci sono le condizioni per farlo. In questo momento non ci sono”.

La discussione si intensifica mentre l’Unione europea prova a imprimere una svolta al dossier. A metà giugno la Commissione europea dovrebbe proporre al Consiglio l’apertura del primo dei sei capitoli negoziali con Kiev. Il tema sarà affrontato al Consiglio Affari generali del 16 giugno e successivamente discusso dai leader europei durante il vertice previsto due giorni dopo. Parallelamente verrà avviata la stessa procedura per la Moldavia.

Le divergenze nella maggioranza riaprono così il confronto sulla politica estera del governo, già attraversato in passato da tensioni sul sostegno militare all’Ucraina e sulle scelte europee.

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Tajani insiste sulla necessità di accompagnare Kiev nel percorso europeo, sostenendo che il processo di adesione possa favorire anche riforme strutturali nel Paese.

“Io credo che si debba procedere, aiutando l’Ucraina a diventare membro dell’Unione europea, aiuteremo anche i nostri amici di Kiev a combattere la corruzione, pensiamo per esempio di rafforzare una collaborazione con la Guardia di finanza, già siamo al lavoro”.

Il ministro degli Esteri chiede inoltre di non trascurare il processo di allargamento ai Balcani occidentali.

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“Importante non mettere in un angolo l’adesione dei Balcani, che rappresenta per noi una priorità”.

Tajani auspica infine un’accelerazione anche per Montenegro, Albania e gli altri Paesi candidati dell’area balcanica, considerati strategici per il futuro assetto dell’Unione.

A distanza di poche ore dalle parole del vicepremier azzurro, Donzelli torna però a sottolineare le differenze interne alla maggioranza, pur rivendicando compattezza parlamentare.

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“In una condizione di raggiunta pace, vorrebbe dire estendere la guerra a tutta l’Europa. Valuteremo, perché a Bruxelles apparteniamo a tre famiglie diverse, è normale che ci siano delle sensibilità diverse, però nella politica estera italiana riusciamo sempre a essere estremamente compatti, non c’è stato un solo voto in questa legislatura in cui ci siamo divisi”.

Le tensioni attraversano anche le opposizioni. Il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte si schiera contro un ingresso immediato dell’Ucraina nell’Unione europea.

“Non ci sono adesso le condizioni adesso per l’ingresso di Kiev in Europa, saremmo in guerra – dice – più plausibile ipotesi di partner strategico per l’Ue”.

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