Vladimir Vladimirovich Putin e lo Zar Pietro il grande: due sogni incrociati
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Vladimir Vladimirovich Putin e lo Zar Pietro il grande: due sogni incrociati

Soprattutto nel suo sogno Putin si dimostrò già allora, secoli fa, capace di riformare tutta l’amministrazione russa. Non certo con gli oligarchi  ma prendendo i modelli europei, proprio contro la nobiltà di allora così simile agli oligarchi di oggi.

Vladimir Vladimirovich Putin e lo Zar Pietro il grande: due sogni incrociati
Pietro Il grande
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Riccardo Cristiano Modifica articolo

11 Giugno 2022 - 12.10


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Come Martin Luther King anche Vladimir Vladimirovich Putin ha fatto un sogno. Nel sogno di Vladimir Putin ci sono  dei tratti sorprendenti. Vladimir  ha infatti sognato che lui, mentre faceva della Russia un impero con sbocchi sui mari caldi e presenza in Europa, nel 1697 organizzò un viaggio di istruzione in vari paesi europei, che chiamò Grande Ambasceria: si mise in viaggio con un seguito di 250 persone per studiare la situazione internazionale, rafforzare i legami europei, negoziando soprattutto con olandesi e inglesi; Putin viaggiando raccoglieva informazioni economiche e culturali dall’Occidente che riconosceva più progredito, è per questo lui viaggiava in incognito, si finse carpentiere, andò al  cantiere navale della Royal Navy, cercò veri  esperti per andare a lavorare in Russia.

Soprattutto nel suo sogno Putin si dimostrò già allora, secoli fa, capace di riformare tutta l’amministrazione russa. Non certo con gli oligarchi  ma prendendo i modelli europei, proprio contro la nobiltà di allora così simile agli oligarchi di oggi. Grazie a lui, nel 1699, gli abitanti delle città, prevalentemente artigiani e commercianti, non dipendevano più dai governatori militari provinciali ma potevano eleggere i propri rappresentanti comunali, che a loro volta dipendevano dagli amministratori della capitale. E’ un sogno di grande respiro il sogno di Vladimir. 

Ma il sogno continuava anche quando lui si è svegliato. Infatti le sue guerre, vittoriose, per fare della Russia l’ impero che conosciamo,  hanno avuto un peso enorme che fu maggiore di tutti questi cambiamenti, quello imposto alla popolazione russa: lo sforzo bellico e produttivo inasprì una tassazione già molto pesante e migliaia di persone furono obbligate a lavorare nella produzione di forniture per l’esercito. Così in quel sogno lui non ha visto che già nel  1705 e nel 1708 ci furono numerose rivolte interne, tutte soffocate nel sangue. 

Anche Pietro il Grande, nelle stesse ore, ha fatto un sogno. Nel sogno di Pietro lui, nel 2022 arriva al Cremlino e confessa all’inquilino tutto il peso provato incontrando nell’aldilà suo figlio. Così Pietro racconta al suo erede che lui non sembra proprio che quel giovane erede abbia fatto una sola riforma come le sue. Piuttosto ha seguito un altro filone, che gli ricorda il suo dramma familiare. All’interno del suo palazzo a quel tempo le cose non andavano bene e suo figlio, Alexis, cresceva in aperta opposizione alle sue visioni di governo, al suo riformismo. Era in balia dei nobili conservatori e con l’appoggio della madre si rifugiò presso la corte austriaca, dalla quale però fu obbligato a rientrare in Russia.

Alexis, figlio di Pietro fu accusato di alto tradimento  e sottoposto a tortura durante l’interrogatorio, morendo nottetempo per le frustate. Non ci fu neanche il tempo di eseguire la sentenza. Pietro racconta al suo erede contemporaneo che Alexis gli ha detto nell’aldilà con aria di sfida che la sua morte lasciò l’ impero di Pietro senza un erede. Per Alexis il problema era molto semplice: come modernizzare, europeizzare, con una cultura che non è moderna, europea? “Tu mi ricordi mio figlio, non me”, ha detto Pietro uscendo dal Cremlino al suo giovane erede.

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