Sex toys: non più tabù ma settore in continua espansione
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Sex toys: non più tabù ma settore in continua espansione

I giocattoli sessuali continuano a essere sempre più comuni nelle nostre case, in particolar modo tra i più giovani. Si tratta di un cambiamento sociale significativo che traina un settore da 24 miliardi di dollari. Le nuove tecnologie delineano poi nuovi orizzonti della ricerca del piacere.

Sex toys: non più tabù ma settore in continua espansione
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Agostino Forgione Modifica articolo

12 Gennaio 2026 - 16.36 Culture


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24 miliardi di dollari. Quasi come il PIL dell’Albania. È il valore di mercato del settore dei sex toys nel 2025, anno che come i precedenti ha visto una sua significativa espansione. Inoltre, più analisti concordano stimando un tasso di crescita dal 2024 al 2034 del 9% annuo, un risultato eccellente che denota un mercato solido e maturo con evidenti possibilità di sviluppo. Dati simili, per fare qualche raffronto, provengono dal mondo del pet care, della cosmesi di lusso e degli alimenti vegani. E che fosse un settore in crescita ce ne si può accorgere, d’altronde, dall’aumento della pubblicità in merito.

Un tempo per lo più destinati al piacere femminile il mondo dei sex toys è oggi in continua espansione, offrendo prodotti per ambo i sessi che soddisfano i gusti più disparati, sebbene la maggior parte dei ricavi (72,4% nel 2024) provenga da articoli femminili. La tecnologia sta offrendo poi nuovi mezzi per progettare dispositivi innovativi e provare ad abbattere, o quantomeno alleggerire, le distanze. Alla base di tutto ciò esiste ovviamente un cambiamento significativo nell’immaginario collettivo, che vede la salute sessuale come qualcosa di sempre più importante e non trascurabile. Il crollo dei tabù in merito, soprattutto nelle generazioni più giovani, spinge a voler provare nuove forme di piacere, che si tratti di auto-erotismo o giochi di coppia. Ed è sempre più comune, infatti, donarli consapevoli di fare regalo gradito.

La pandemia da covid-19 ha avuto poi un ruolo chiave nel promuovere il settore, stimolando migliaia di consumatori ad acquistare giocattoli sessuali col fine di calmare le proprie esigenze acuite dell’isolamento sociale. I dati mostrano come in quel periodo le vendite degli store online dedicati siano schizzati quasi del doppio e nel caso della Nuova Zelanda addirittura triplicati, raggiungendo picchi ineguagliati. Le aziende, dal canto loro, hanno da subito fiutato ottime possibilità di crescita e capito l’importanza che la tecnologia potesse avere nello sviluppo del settore.

Consci di quanto la distanza dal proprio partner possa essere frustante, applicando i principi dell’internet of things ai sex toys continuano a moltiplicarsi i dispositivi come vibratori e masturbatori maschili che possono essere controllati da remoto, permettendo di interagire e giocare a distanza. Teledildonica o cyberdildonica,questo il nome del settore riguardante i dispositivi erotici connessi che permettono di trasmettere stimoli tattili a distanza in modo sincronizzato e interattivo.

Per quanto possa sembrare qualcosa di futuristico è già largamente applicata: sono già operative – e da tempo – piattaforme di videochat erotiche in cui l’utente può controllare i toys della modella con cui interagisce. Si tratta di tecnologie che, unite alla realtà virtuale e aumentata, permetteranno di creare ambienti erotici sempre più immersivi e realistici. Certo, come tutte le tecnologie anche queste nascondono potenziali rischi e minacce. In primo luogo l’enorme mole di informazioni sensibili generate – gusti sessuali, pattern di utilizzo, dati biometrici – e il loro stoccaggio. Non stupisce che la sextech sia uno dei settori dove la sensibilità dei dati è la più alta in assoluto. Secondariamente la dipendenza psicologica e la distorsione dell’intimità che la teledildonica può causare, come la dipendenza da stimoli altamente personalizzati e la preferenza di interazioni mediate rispetto a quelle reali.

Detto ciò, l’andamento del mercato e le previsioni suggeriscono un radicale – e auspicabile – cambiamento sociale: la salute sessuale viene sempre più spesso riconosciuta come parte fondamentale del proprio benessere psicologico generale e i tabù in merito, dunque, ritenuti non solo immotivati ma deleteri. D’altro canto, anche l’OMS ha ufficialmente riconosciuto la salute sessuale come “uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale in relazione alla sessualità”. Un principio che ci ricorda come, purtroppo, l’autodeterminazione sessuale e un approccio positivo al sesso sia ancora un appannaggio in troppi paesi al mondo, con migliaia di giovani che lottano – e spesso pagano con la vita – per ottenere diritti che non andrebbero mai dati per scontati.  

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