La macchina di Sanremo non si ferma. Neanche nel fine settimana. Nella giornata di ieri, all’improvviso, è stata svelata la scenografia del prossimo Festival , che si terrà dal 24 al 28 febbraio, come da settantasei anni a questa parte, nell’incantevole cornice del Teatro Ariston.
Quest’anno il design mira a trasmettere una sensazione di fluidità e modernità, abbandonando le forme geometriche convenzionali per abbracciare un linguaggio innovativo, asimmetrico e irregolare.
Entrando più nei dettagli, la nuova “veste” del Festival di Sanremo non si limita a essere un semplice sfondo per le esibizioni, ma si propone di trasformare l’intero spazio in un ambiente immersivo. Il palco, di ben 120 metri quadri, è stato progettato per espandere visivamente il Teatro Ariston, avvicinando il pubblico agli artisti e all’orchestra. La scena si sviluppa su più livelli, creando un’interazione inimitabile tra chi si esibisce e chi ascolta.
La scenografia include anche una scala motorizzata composta da 13 scalini, un elemento centrale che facilita l’accesso al palco e rappresenta un simbolo di passaggio e di emozione. L’architetto Bocchini ha progettato un sistema di configurazioni tecnologiche che consente di modificare le prospettive visive in base alla canzone eseguita. Questo gioco di forme e luci renderà ogni esibizione memorabile.
L’architettura del palco è concepita per riflettere la natura dinamica della musica contemporanea, caratterizzata da imprevedibilità e fluidità. La scelta di utilizzare delle linee asimmetriche non è solo una questione estetica, ma ha anche un significato profondo: rappresenta l’essenza di un’arte che si evolve e si adatta. La scenografia, quindi, diventa un’estensione dell’emozione musicale, trasformandosi da uno stato all’altro in sinergia con i suoni e le luci.
Uno degli obiettivi principali è quello di annullare le distanze tra artisti e spettatori. La disposizione dell’orchestra, distribuita su diversi livelli del teatro, consentirà ai musicisti di avere una visione chiara del direttore, rendendo l’intera esperienza più coinvolgente. Inoltre, i ledwall utilizzati, con oltre 200.000 pixel, offrono la possibilità di modificare completamente l’atmosfera visiva, passando da momenti di intensa emozione a scene più leggere e festose.
L’architetto Riccardo Bocchini, principale autore della scenografia, ha dichiarato: “L’espansione dello spazio e l’asimmetria delle linee attraverso un’audace rottura degli schemi geometrici tradizionali che riflette anche la natura della musica contemporanea: imprevedibile, fluida e mai statica”.
E ha continuato l’architetto: “Anche quest’anno abbiamo smontato 8 file di sedie dalla platea del teatro Ariston. La novità è che siamo riusciti a realizzare un palco molto grande ma anche ad ampliare lo spazio dietro le quinte progettando un gioco di pareti led convesse (e quindi concave nel backstage). E’ un luogo affollato e la sicurezza deve quindi essere al top”.
E ha concluso Bocchini: “La scenografia può diventare tutta nera, in alcuni momenti di particolare tensione emotiva, o tutta completamente bianca, a seconda di quello che succede e che si vuole trasmettere di volta in volta”.
Insomma, il Festival di Sanremo 2026 promette di essere un’esperienza visiva e sonora senza precedenti, e milioni di persone non vedono l’ora che questo grande evento inizi, per emozionarsi tutte e cinque le serate al ritmo delle canzoni dei cantanti in gara.