Alla camera le opere di Fulco Pratesi
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Alla camera le opere di Fulco Pratesi

Il fondatore di WWF Italia viene ricordato a un anno dalla sua scomparsa con i suoi dipinti.

Alla camera le opere di Fulco Pratesi
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redazione Modifica articolo

1 Marzo 2026 - 18.57 Culture


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Dal 4 al 12 marzo, curiosi e appassionati potranno conoscere la parte artistica di Fulco Pratesi nella mostra “L’Arte della Natura”, che sarà inaugurata martedì 3 marzo nel corridoio degli atti parlamentari della Biblioteca della Camera dei Deputati “Nilde Lotti”.

A cura di Francesco Petratti, Francesco Partesi e Alessandra Fenici, con la collaborazione di Alfonso Mongiu ed Emanuele Martinez, l’esposizione ricorda Fulco Pratesi a un anno dalla sua scomparsa. Viene ripercorsa la sua vita attraverso una serie di opere che riflettono il suo amore per la natura, lo stesso che lo ha portato a fondare il WWF Italia nel lontano 1966.

La maggior parte dei dipinti sono ritratti di habitat naturali e animali, come “Il Porciglione” (1968) o “Anatomia di una gallina” (1970). Tra i dipinti e gli appunti di Pratesi vi sono opere come lo splendido “Gechi, falene e altri insetti attorno a una lampada notturna” (1984) e l’affascinante “La caccia del falco pescatore”. Si può inoltre ammirare un taccuino in cui è raffigurato un cervo sardo sul Monte Arcosu, in Sardegna. Non potevano mancare le tavole che accompagnavano la rivista “L’Orsa”, così come alcuni quadri che arredavano la sua abitazione.

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Riprendendo la tradizione dei diari naturalistici dell’illustratrice inglese Edith Holden (1871–1920), Pratesi ha realizzato con metodo, dal 1981 fino a poche settimane prima della sua scomparsa, 28 tra taccuini e diari naturalistici. Per lui arte, attivismo e studio di piante e animali erano strettamente intrecciati, nella logica del microcosmo come chiave del macrocosmo.

Alla fine del percorso, accessibili dal lunedì al venerdì tra le 10 e le 18, si trovano due teche dedicate all’attività parlamentare di Pratesi, svolta tra il 1992 e il 1994, e a due eventi che hanno cambiato la sua vita. Il primo riguarda l’incontro con Fabrizia de Ferrariis Salzano, che sposerà nel 1960 e con cui condividerà le sue battaglie ambientaliste. Il secondo è l’esperienza decisiva della visione di un’orsa con i suoi piccoli durante una battuta di caccia in Turchia nel 1966: sarà proprio quell’esperienza a portarlo ad abbandonare il fucile e a impegnarsi in difesa della natura.

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