La Paris fashion week tra debutti e conferme
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La Paris fashion week tra debutti e conferme

La settimana della moda parigina é all'insegna di un profondo rinnovamento creativo, segnato da attesi esordi e cambi di guardia nelle storiche maison.

La Paris fashion week tra debutti e conferme
Paris Fashion Week
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5 Marzo 2026 - 18.30 Culture


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di Christopher Catania

Il 2 marzo è ufficialmente iniziata la “Paris Fashion Week”, la settimana durante la quale il mondo della moda si concentra in una sola città, fatta da un calendario fittissimo di sfilate ed eventi, nella quale i Fashion Designer delle grandi maison mostrano la loro visione attraverso sfilate travolgenti.

La settimana della moda parigina dedicata alla collezione donna autunno/inverno 2026-2027 vedrà in programma circa 68 sfilate e 31 presentazioni fino al 10 marzo. Attesissime sono state le seconde collezioni femminili dei nuovi direttori creativi che hanno già fatto il primo ingresso con la primavera/estate 2026, per Dior con Jonathan Anderson, da Chanel con Matthieu Blazy, con la nuova guida di Balenciaga Pierpaolo Piccioli (ex direttore creativo di Valentino) Mugler con Miguel Castro Freitas e ancora Duran Lantink per Jean Paul Gaultier.

Il debutto ufficiale di questa settimana é quello di Antonin Tron fondatore di Atlein, designato lo scorso novembre come nuovo direttore creativo di Balmain al posto dello storico creativo Olivier Rousteing. Assistiamo anche all’ultima catwalk di Pieter Mulier per Alaïa prima di approdare da Versace.

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In questo turbinio di cambiamenti fatte da strategie aziendali e decisioni per portate nuova linfa alle case di moda ritroviamo i grandi classici che non ci lasciano mai delusi. Come Anthony Vaccarello per Saint Laurent, che attraverso la sua estetica da lustro a ciò che è stato il brand e il suo fondatore. Attraverso un “minimalismo edonistico” Vaccarello elimina il superfluo per lasciare spazio a un’essenzialità che è molto più rumorosa di qualsiasi decorazione, in netta distinzione con Daniel Roseberry per Schiaparelli con un’estetica dirompente e massimalista.

Tom Ford resta sempre sotto la guida di Haider Ackermann, Givenchy con Sarah Burton, Comme des Garçon con la sua fondatrice Rei Kawakubo, Hermés con Grace Wales Bonner, Louis Vuitton con Nicolas Ghesquière e, infine, Miu Miu con Miuccia Prada.

Uno degli assenti di questa Paris Fashion Week è Valentino di Alessandro Michele, che ha deciso di tornare a sfilare a Roma il 12 Marzo a Palazzo Barberini, con un flash back per celebrare le radici della casa di moda nata nel 1960.

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Il cuore pulsante di questa stagione non sono solo gli abiti, ma le persone dietro la visione. L’industria della moda sta vivendo un momento di forti cambiamenti e riconferme che potremmo definire come un “valzer delle poltrone” che ridisegna gli assetti del potere. La Ville Lumière non è solo la capitale della moda, è il teatro in cui le ambizioni delle grandi maison si scontrano con la necessità di una costante metamorfosi, che d’altro canto rispecchia il frenetico e affascinante mondo del fashion.

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