Italia sempre più pessimista a causa di guerre ed economia
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Italia sempre più pessimista a causa di guerre ed economia

La paura e l'incertezza dominano. 3 italiani su 4 sono convinti che la situazione peggiorerà nei prossimi mesi

Italia sempre più pessimista a causa di guerre ed economia
Fonte: https://jacobinitalia.it/il-metodo-di-guerra-a-gaza-e-diventato-la-normalita/
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redazione Modifica articolo

2 Aprile 2026 - 16.41 Culture


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L’Italia sta diventando un Paese sempre più affetto da pessimismo, paura e timore, sia per aspetti economici, sia per i conflitti internazionali che stanno divampando nel mondo.

Questo l’esito emerso dal report FragilItalia “Guerra e pace”, elaborato da Area Studi Legacoop e Ipsos.

Simone Gamberini, presidente di Legacoop, si è cosi pronunciato sull’argomento: “Il quadro che emerge da questa analisi restituisce l’immagine di un Paese profondamente segnato da paura e incertezza, in cui il peso dei conflitti internazionali si traduce direttamente in ansia economica e sociale. Il dato più preoccupante è la diffusione del pessimismo, che colpisce in modo ancora più intenso le fasce più fragili della popolazione.”

“Di fronte a questo scenario, è indispensabile – prosegue Gamberini – rafforzare le politiche che sostengono il potere d’acquisto delle famiglie, contrastano le disuguaglianze e difendono la coesione sociale. Allo stesso tempo, emerge con chiarezza una domanda forte di pace, cooperazione internazionale e multilateralismo, che deve essere raccolta con responsabilità dalle istituzioni e dalla politica. La cooperazione può e deve essere parte della risposta”.

Il dato più eclatante è quello che riguarda la percezione del futuro, con più di 3 italiani su 4 (il 77%) convinti che la situazione nei prossimi mesi andrà a peggiorare, mentre solo il 22% intravede un miglioramento (il 34% tra gli under 30; il 32% nel ceto medio).

Il pessimismo è ancora più alto tra le fasce sociali più fragili: arriva al 91% tra il ceto popolare e all’81% tra over 64, donne e non occupati.

Inoltre, il 59% degli italiani (71% nel ceto popolare) prevede una recessione nei prossimi mesi (di cui circa la metà una recessione “forte”), mentre il 29% si attende una fase di stagnazione.

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