Il Fellini Award è stato riproposto lo scorso anno dal Comune di Rimini in collaborazione con la Fondazione Cineteca di Bologna e con il patrocinio dal Dipartimento delle arti dell’Università di Bologna. Per l’edizione 2026 è stato assegnato al regista americano di fama mondiale Wes Anderson, che sale emozionato sul palco a dialogare con il presidente della fondazione della Cineteca di Bologna Gian Luca Farinelli.
Riflettendo sulle simmetrie con lo sceneggiatore italiano, Anderson ribadisce che «provare a diventare come Fellini è impossibile» ma tutto il suo mondo è fonte di grande ispirazione per le sue opere, caratterizzate da quella precisione e simmetria che sono tratti noti della filmografia del regista americano: «nei miei film – continua – l’aspetto barocco sta nella trama, per cui con gli aspetti visivi cerco di semplificare».
L’assegnazione del riconoscimento a Wes Anderson vuole omaggiare, come spiega anche il sindaco Jamil Sadegholvaad, il suo stile inconfondibile e un lavoro «in cui ogni volta risuonano squillanti non solo gli echi della poetica e dello sguardo di Federico Fellini ma si intuisce in sottofondo la misteriosa e apparentemente impossibile connessione tra verità e pura invenzione, tra razionalità e stravaganza».
Il regista americano, poi, omaggia la costumista italiana premio Oscar Milena Canonero, con cui ha collaborato per vent’anni e continua a farlo al giorno d’oggi con orgoglio. Celebrato anche lo scenografo Adam Stockhausen, che «ha un occhio meraviglioso ed è inarrestabile – anche quando serve qualcosa di impossibile, lui ci riesce».
È così celebrata a Rimini la memoria di Fellini, anche da Wes Anderson stesso, che prima di essere investito del premio ha visitato il Fellini Museum, luogo che continua a interrogare lo sceneggiatore italiano e metterlo in relazione con il presente.
