Sciopero nella scuola: contestazione a Invalsi, riforme e condizioni di lavoro

Diverse sigle sindacali come Cobas, lo hanno indetto per il 6 e 7 maggio. La protesta è abbracciata da insegnanti, personale ATA e dirigenti scolastici.

Sciopero nella scuola: contestazione a Invalsi, riforme e condizioni di lavoro
Preroll AMP

redazione Modifica articolo

4 Maggio 2026 - 15.34 Culture


ATF AMP

Secondo quanto riportato in una nota di Cobas Scuola, la mobilitazione nasce innanzitutto dalla volontà di opporsi alle prove Invalsi. Il 6 e 7 maggio, infatti, nella scuola primaria sono previste queste somministrazioni e, attraverso lo sciopero, si intende impedirne lo svolgimento. Il sindacato le considera test inutili e dannosi, incapaci di produrre effetti positivi sul sistema educativo: non valuterebbero realmente le competenze, basandosi su quesiti decontestualizzati a risposta chiusa o univoca, mentre una valutazione autentica richiederebbe strumenti più adeguati. Inoltre, avrebbero incentivato la pratica del teaching to test, sottraendo tempo alla didattica attiva.

Top Right AMP

Un altro punto centrale riguarda la richiesta di ritirare la riforma degli istituti tecnici. Secondo Cobas, questa comporterebbe una drastica riduzione del curricolo nazionale, con un taglio di 132 ore complessive, e penalizzerebbe discipline come Geografia, Italiano e seconda lingua straniera. La riforma, inoltre, determinerebbe esuberi di personale e accorperebbe diverse materie scientifiche in un’unica area, impoverendo l’offerta formativa. Viene criticata anche l’anticipazione dell’alternanza scuola-lavoro già al secondo anno, vista come una trasformazione precoce degli studenti in apprendisti, insieme al ritorno a modelli ritenuti superati e a una crescente subordinazione della scuola alle esigenze dell’impresa.

Tra le rivendicazioni figura anche il recupero del potere d’acquisto di docenti e personale Ata, ridottosi significativamente negli ultimi trent’anni. Gli aumenti salariali recenti, pari al 6%, vengono giudicati insufficienti sia rispetto all’inflazione dell’ultimo triennio sia rispetto alla perdita accumulata nel tempo. Questa situazione, secondo il sindacato, svaluta il ruolo educativo e incide negativamente sulle condizioni di vita dei lavoratori, con ripercussioni sulla qualità dell’istruzione.

Dynamic 1 AMP

Cobas Scuola chiede inoltre maggiori risorse per il sistema pensionistico, con trattamenti adeguati all’ultimo stipendio e un’età pensionabile compatibile con le condizioni del lavoro nel settore.

Un ulteriore tema riguarda la stabilizzazione del personale precario: oltre 200.000 docenti e Ata vivono da anni in una condizione di incertezza lavorativa, con effetti negativi sulla continuità didattica. Il sindacato propone assunzioni su tutti i posti disponibili e il ripristino del cosiddetto “doppio canale”, per rendere più trasparenti ed efficaci le procedure di reclutamento.

Si contesta poi la frammentazione del corpo docente in diversi ruoli e contratti, ritenuta fonte di disuguaglianze. La proposta è quella di un ruolo unico docente, dalla scuola dell’infanzia fino alla secondaria di secondo grado, per riconoscere l’unitarietà della funzione educativa e superare le disparità esistenti.

Dynamic 1 AMP

Infine, la protesta si estende alle Indicazioni Nazionali 2025, giudicate fortemente ideologiche e caratterizzate da elementi nazionalisti e retorici. Secondo Cobas, promuoverebbero una visione selettiva e classista dell’istruzione, oltre a limitare alcuni ambiti della didattica, come quelli legati alla sessualità e all’affettività. Il sindacato esprime anche una netta opposizione all’autonomia differenziata, ritenuta responsabile di possibili disuguaglianze nei servizi essenziali e nei diritti sociali, in particolare nell’istruzione e nella sanità.

FloorAD AMP
Exit mobile version