L'ex cinema Altino di Padova diventa un hub creativo
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L'ex cinema Altino di Padova diventa un hub creativo

Grazie a una fondazione un ex cinema verrà riqualificato a spazio artistico.

L'ex cinema Altino di Padova diventa un hub creativo
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6 Giugno 2026 - 17.56 Culture


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Dopo circa due decenni dalla chiusura, l’ex cinema Altino diventa nuovamente un luogo centrale per cultura padovana. 

La fondazione che si occuperà della ristrutturazione e del recupero dell’edificio è quella di Chiara e Francesco. Lo storico edificio è stato inaugurato nel 1951 e successivamente nel 2006 chiuso al pubblico. Da questo progetto però nascerà un nuovo polo culturale che ospiterà mostre, proiezioni, performance e attività interdisciplinari, con l’intento di arricchire l’offerta culturale della città, valorizzando uno degli edifici più prestigiosi dell’architettura di Padova del 900.

La fondazione che ha preso in carico questo importante riqualificazione è la Fondazione Chiara e Francesco Carraro, una delle più importanti raccolte private dedicate all’arte italiana del Novecento. Venne costituita da Francesco Carraro e dalla moglie Chiara Alessandrini, questa collezione racchiude opere di autori del realismo magico e della metafisica, come Antonio Donghi, Giorgio Morandi e Giorgio de Chirico, insieme a importanti opere dedicate alla scultura, al design storico e all’arte vetraria di Murano, dei grandi maestri come Carlo Scarpa e Paolo Venini. Affianco ai capolavori storici, la collezione accoglie anche opere contemporanee che mette in dialogo arti visive e decorative. 

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L’ex cinema Altino è stato progettato dall’architetto futurista Quirino De Giorgio, inaugurato nel secondo dopoguerra, rappresentando uno degli esempi architettonici più importanti dello spettacolo veneto. Nel 2005 è stato sottoposto a vincolo monumentale, infatti la struttura si divide su più livelli, con la presenza di spazi differenti destinati a funzioni integrate. Il progetto di riqualificazione è stato affidato all’architetto Giuseppe Cangialosi dello studio mzc+, i lavori inizieranno a luglio 2026 e dovrebbero durare un anno, tra le sue idee c’è quella di trasformare la sala principale da 756 posti in un grande spazio espositivo, mentre il restante cinema Mignon verrà restituito come spazio polifunzionale. 

Il direttore della fondazione Mauro Baronchelli secondo quanto riporta Artribune sostiene che “L’ambizione è quella di fare dell’Altino non solo la sede di una collezione, ma un vero centro culturale per la città. Le qualità architettoniche dell’edificio, costruito su più livelli, e la sua posizione centrale ci consentono di immaginare uno spazio aperto, dinamico e multifunzionale. Nei prossimi anni lavoreremo per costruire il pubblico della Fondazione, a partire dalla comunità locale e studentesca, e per sviluppare una programmazione vivace, dinamica e interdisciplinare”.

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Sempre in base a quanto riportato da Artribune il presidente della fondazione Chiara e Francesco Carraro, Enrico Carraro sostiene che “L’idea è quella di trasformare l’Altino in un luogo vivo, aperto alla città e alla comunità internazionale, non un semplice contenitore espositivo. Partendo dai fondamentali della collezione Carraro, che guarda alle arti del Novecento, lavoreremo a uno spazio che sarà attraversato da linguaggi, esperienze e occasioni di incontro diverse. In questo progetto assume un significato particolare anche la riapertura del cinema Mignon, che tornerà a svolgere la funzione per cui era nato nel cuore del centro storico di Padova. Credo che il recupero di edifici e spazi dismessi sia una delle grandi sfide del nostro tempo: quando un luogo perde la sua funzione e le persone che lo abitano, si crea un vuoto che impoverisce l’intera comunità. Restituire vita a questi spazi, immaginando nuovi usi e nuove possibilità senza consumare altro suolo, significa invece generare valore culturale, sociale e urbano, offrendo un modello che potrebbe essere replicato anche in molti altri contesti”. 

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