Bundu: “Il genocidio di Gaza non si è fermato con la tregua. Per questo Sos Palestina 2 serve”

Antonella Bundu era sulla Flotilla diretta a Gaza e tra i sequestrati delle forze militari israeliane. Qui spiega perché partecipa alla seconda edizione del concerto fiorentino per Medici senza frontiere

Antonella Bundu, Global Sumud Flotilla
Antonella Bundu in navigazione sulla Global Sumud Flotilla
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Stefano Miliani Modifica articolo

19 Giugno 2026 - 16.13 Giornale dello Spettacolo


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“Il genocidio di Gaza non si è fermato con il cessate il fuoco. Anche per questo è necessario un concerto come Sos Palestina 2”. Lo dice a globalist.it Antonella Bundu: consigliera comunale a Palazzo Vecchio a Firenze come esponente di Sinistra progetto comune, era tra coloro che hanno messo il proprio corpo quale atto politico sulla Global Sumud Flotilla per portare aiuti a Gaza e sono stati arrestati, anzi sequestrati illegalmente e impunemente, dalle forze armate israeliane in acque internazionali.

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Online si definisce, con orgoglio, donna nera di sinistra. Nata nel capoluogo toscano nel 1969, Antonella Bundu partecipa con la sua testimonianza a “Sos Palesina 2”, il concerto ideato da Piero Pelù per sostenere Medici senza frontiere e che domani 20 giugno torna all’Anfiteatro nel parco delle Cascine intitolato a Ernesto De Pascale.
I biglietti sono esauriti. L’intero ricavato va all’organizzazione umanitaria. Sul palcoscenico si alternano musica e parole. Interviene Msf che opera quotidianamente per salvare e curare e operare e in ogni scenario bellico possibile.

Numerosi gli artisti che partecipano a titolo gratuito. I Litfiba con Pelù presentano una breve anteprima del loro imminente “17 re tour”, a 40 anni dall’uscita di uno degli album di rock italiano più ricchi e avvolgente di ogni stagione. Salgono sul palcoscenico sono gli Afterhours, i Tre Allegri Ragazzi Morti (enbrambe le band già presenti nella prima edizione del 18 settembre 2025), Willie Peyote, Fast Animals And Slow Kids, Moni Ovadia, Beppe Voltarelli, Enzo Iacchetti, Laika, Giancane, Brunori SAS. Parla anche Dario Salvetti, del collettivo dei lavoratori della ex Gkn di Campi Bisenzio e che era pure lui sulla Flotilla. Come l’anno scorso, conduzione dal vivo e diretta dalle 20 dell’emittente fiorentina Controradio.

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Bundu, si ripete “Sos Palestina” ma, scusi, perché? A Gaza non sarebbe in vigore la tregua?
Dalla tregua in poi sono stati uccisi circa mille palestinesi, bambini, donne, uomini, ragazzi, anziani, c’è l’espansione dei coloni, si arriva a dire di voler prendere il 70% del territorio dei palestinesi. In più nel frattempo il governo ha varato la legge dell’impiccagione solo per i palestinesi in Cisgiordania: mentre gli altri possono difendersi dalle accuse in tribunali civili, i palestinesi in Cisgiordania si possono rivolgere solo alla corte militare.

Una democrazia non significa diritti uguali per tutti? Israele è l’unica democrazia in Medio Oriente?
Da tempo penso che non si possa definire una democrazia, che non è tale solamente se c’è un governo eletto dalla maggioranza delle persone che vanno a votare. Quando i militari stavano per portare noi della Flotilla in prigione ci hanno concesso due minuti-due minuti e mezzo di orologio per parlare con un avvocato e questo per me esula dalla democrazia. Se questo accade a cittadini occidentali, figuratevi cosa accade ai palestinesi. Nel consiglio comunale di Haifa la consigliera palestinese Sally Abed è stata zittita e le è stato intimato di tornare a Gaza perché parlava in arabo ed era perfettamente legale parlare in arabo in quella sede. Non è democrazia là dove vengono scritte leggi apposta per togliere diritti ai palestinesi. E ricordiamoci dei bambini, non solo quelli uccisi: dai 12 anni in su molti vengono incarcerati, come per gli adulti senza accuse formali, e anche questo fa cadere il concetto di democrazia.

Lo storico dell’arte Tomaso Montanari ha detto e scritto più volte che la guerra del governo di estrema destra israeliano vede complici l’Italia e l’Unione Europea che non fanno nulla per impedire il massacro.
Non lo ha detto solo lui, lo abbiamo detto anche io e altri. Più che complici e basta sono complici attivi perché supportano Israele e parlerei di compari. Lo abbiamo visto anche dal fatto che pochissimi Paesi si sono mossi davvero quando i militari hanno preso i cittadini su barche battenti anche bandiera italiana, quindi in territorio italiano. Un atto illegale. Nello stesso momento in cui noi navigavamo nel Mediterraneo delle navi portavano verso Israele materiali di doppio uso, come ci dicono i lavoratori portuali: dell’acciaio può servire per una cosa, però serve sicuramente anche per gli armamenti, per il genocidio. Quelle merci invece passano.

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Gaza durante la guerra 2023-25. Fonte Commons Wikimedia

Una conseguenza della politica di Israele è che l’antisemitismo cresce.
Vero, purtroppo l’antisemitismo sta crescendo. Sono stata e continuerò a scendere fieramente in piazza per commemorare la Shoah a fianco dei vari rappresentanti ebrei per dire che non deve assolutamente ripetersi. In un testo che sto scrivendo per il “Juneteenth”, la giornata in cui si celebra la fine della schiavitù, ricordo anche partigiani neri come Giorgio Marincola ed ebrei come Alessandro Sinigaglia. Ma dire che essere contro le politiche di Israele, contro un genocidio, è antisemita non dovrebbe nemmeno essere preso in considerazione. Però ci sono persone che soffiano sul fuoco e sono più quelle di destra: vengono a dire a noi di essere antisemiti quando hanno la fiamma nel simbolo e vengono da chi storicamente fece le leggi razziali del 1938.

Perché ritiene necessaria questa seconda serata di “Sos Palestina”?
Intanto ringrazio chi l’ha organizzata, a partire da Piero Pelù. È necessario che ognuno metta a disposizione quello che ha. Non credo a chi, anche se ha fatto la storia della musica, dice che non ci si deve impegnare in questioni politiche, così come è successo in passato con degli sportivi. Quando hai chi ti segue devi prendere posizione. Quindi dico grazie a tutti gli artisti della serata. Io e le altre 500 persone della Flotilla abbiamo messo a disposizione i nostri corpi perché abbiamo solo quello, per affermare un principio e stare dalla parte della resistenza palestinese e far vedere che il genocidio non si è fermato con il cessato del fuoco. Dunque è necessario che ognuno faccia capire che è intollerabile quanto sta succedendo e chi sta zitto è complice.

I momenti finali della serata Sos Palestina al parco delle Cascine di Firenze il 18 settembre 2025. Foto Stefano Miliani

2025, l’Sos del rock italiano per la Palestina: “A Gaza è l’inferno, dobbiamo mobilitarci tutti”
https://giornaledellospettacolo.globalist.it/musica/2025/09/21/lsos-del-rock-italiano-per-la-palestina-a-gaza-e-linferno-dobbiamo-mobilitarci-tutti/

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