Medici di famiglia, Fimmg ai giovani: "Partecipate al concorso entro il 27 luglio"
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Medici di famiglia, Fimmg ai giovani: "Partecipate al concorso entro il 27 luglio"

La Fimmg invita i giovani medici a iscriversi entro il 27 luglio al concorso per la formazione in medicina generale. L'obiettivo è contrastare la grave carenza di medici di famiglia in Italia.

Medici di famiglia, Fimmg ai giovani: "Partecipate al concorso entro il 27 luglio"
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20 Luglio 2026 - 17.28 Culture


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Scade il 27 luglio il termine per presentare la domanda di ammissione al Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale per il triennio 2026-2029. In vista della scadenza, la Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg) lancia un appello ai neolaureati affinché partecipino al concorso, che mette a disposizione 2.621 borse di studio in un momento particolarmente delicato per il futuro dell’assistenza territoriale.

La carenza di medici di famiglia continua infatti a rappresentare una delle principali criticità del Servizio sanitario nazionale. Attualmente in Italia operano circa 37 mila medici di medicina generale, ma ne mancano oltre 5.700. Un deficit destinato ad aggravarsi nei prossimi anni a causa dell’elevato numero di pensionamenti previsti, mentre aumenta il fabbisogno di assistenza legato all’invecchiamento della popolazione e al nuovo ruolo affidato ai medici di famiglia all’interno delle Case di comunità.

Un segnale preoccupante era già emerso lo scorso anno, quando il numero delle domande di partecipazione al corso è diminuito sensibilmente in diverse aree del Paese, nonostante fossero disponibili circa 2.200 posti.

“Siamo di fronte a una carenza gravissima di medici di base”, ha dichiarato all’Ansa il vice segretario nazionale della Fimmg, Pier Luigi Bartoletti. Secondo Bartoletti, il medico di famiglia rappresenta una figura centrale nella presa in carico complessiva del paziente, un ruolo destinato ad assumere un’importanza sempre maggiore con il progressivo invecchiamento della popolazione.

Per rendere la professione più attrattiva, la Fimmg punta anche sullo sviluppo delle Case di comunità, che potrebbero contribuire a ridurre il carico burocratico e migliorare l’organizzazione dell’assistenza. L’attività svolta in queste strutture, fino a un massimo di sei ore settimanali, prevede inoltre un compenso aggiuntivo pari a 38,72 euro lordi all’ora, con un incremento stimato di circa 1.000 euro mensili per chi effettua il monte ore massimo.

A confermare la gravità della situazione sono anche i dati della Fondazione Gimbe, secondo cui il deficit di medici di famiglia interessa 18 Regioni italiane. Le carenze più significative si registrano in Lombardia (-1.540), Veneto (-747), Campania (-643), Emilia-Romagna (-502), Piemonte (-463), Toscana (-394) e Lazio (-358).

Lo standard ottimale prevede un medico ogni 1.200 assistiti, ma al 1° gennaio 2025 i 36.812 medici di famiglia in servizio seguivano complessivamente oltre 50,9 milioni di cittadini, con una media di 1.383 assistiti ciascuno. Le differenze territoriali restano marcate: si passa dai 1.533 pazienti per medico della Lombardia ai 1.153 del Molise.

Il quadro potrebbe peggiorare ulteriormente nel breve periodo. Tra il 2025 e il 2028 raggiungeranno infatti l’età pensionabile 8.180 medici di medicina generale, mentre la domanda di assistenza continua a crescere. In Italia vivono quasi 14,6 milioni di persone con più di 65 anni e oltre la metà convive con almeno due patologie croniche. Le difficoltà risultano particolarmente evidenti nelle aree interne, nei piccoli comuni e nelle zone montane, dove trovare un medico di famiglia è sempre più difficile.

La Fimmg ricorda infine che è allo studio un percorso di specializzazione universitaria in medicina generale, con l’obiettivo di rafforzare la formazione e uniformare l’importo delle borse di studio a quello previsto per le altre scuole di specializzazione medica.

“La medicina generale del futuro si costruisce investendo sui giovani e sull’aggiornamento continuo”, conclude la Federazione. “Il bando in scadenza il 27 luglio rappresenta il primo passo: l’invito ai giovani colleghi è a partecipare e a diventare protagonisti del cambiamento dell’assistenza territoriale”.

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