Il caso di Milan-Como in Australia: com'è andata a finire

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Il caso di Milan-Como in Australia: com'è andata a finire
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18 Febbraio 2026 - 23.56


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L’ipotesi di disputare Milan-Como in Australia ha rappresentato uno degli episodi più controversi della recente stagione di Serie A, diventando rapidamente un caso mediatico e istituzionale. L’idea nasceva all’interno di una strategia più ampia di internazionalizzazione del campionato italiano, con l’obiettivo di valorizzare il prodotto Serie A su mercati extraeuropei ad alto potenziale commerciale, in particolare quello australiano, storicamente ricettivo nei confronti del calcio italiano. La proposta prevedeva lo spostamento della gara in programma a San Siro verso Perth, sfruttando una finestra organizzativa ritenuta compatibile con il calendario. Fin dalle prime indiscrezioni, tuttavia, sono emerse forti perplessità legate sia alla sostenibilità logistica dell’operazione sia al rispetto dell’equilibrio sportivo del campionato. L’ipotesi di una partita di Serie A giocata fuori dal territorio nazionale, pur non essendo nuova a livello teorico, non aveva mai trovato concreta applicazione, soprattutto in una fase delicata della stagione.

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Le criticità organizzative e il progressivo raffreddamento della trattativa

Con il passare delle settimane, la trattativa ha mostrato segnali evidenti di fragilità. Gli aspetti logistici hanno rappresentato uno dei principali ostacoli: il lungo viaggio intercontinentale, il fuso orario, i tempi di recupero per gli atleti e la gestione degli impegni successivi di campionato hanno sollevato interrogativi difficilmente risolvibili senza alterare la regolarità della competizione. A ciò si sono aggiunte le difficoltà di natura regolamentare. La normativa federale e le autorizzazioni internazionali necessarie per disputare una gara ufficiale di campionato all’estero richiedono tempi e procedure complesse, che non sempre risultano compatibili con le esigenze di un calendario già fortemente congestionato. In questo contesto, l’entusiasmo iniziale ha lasciato spazio a una progressiva prudenza, fino al definitivo naufragio dell’operazione.

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Le polemiche istituzionali

Il caso Milan-Como non si è limitato a una discussione tecnica, ma ha rapidamente assunto i contorni di uno scontro mediatico. Tra gli episodi più emblematici, il botta e risposta a distanza tra Adrien Rabiot e Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega Serie A. Le dichiarazioni del centrocampista francese, critiche nei confronti di una gestione percepita come eccessivamente orientata al marketing, hanno acceso ulteriormente il dibattito. La replica istituzionale ha sottolineato la necessità di modernizzare il sistema calcio italiano e di esplorare nuove opportunità di crescita globale, pur ribadendo l’attenzione verso la tutela dell’equità sportiva. Questo scambio ha contribuito a polarizzare l’opinione pubblica, evidenziando una frattura sempre più evidente tra esigenze commerciali e tradizione competitiva del campionato. E quindi alla luce delle criticità emerse, la decisione finale è stata quella di annullare definitivamente l’ipotesi australiana. Milan-Como verrà dunque disputata regolarmente a Stadio San Siro, nella seconda metà di febbraio, ristabilendo un quadro di normalità organizzativa. La scelta è stata accolta con sollievo da una parte consistente di addetti ai lavori, che vedevano nello spostamento all’estero un precedente potenzialmente destabilizzante. Dal punto di vista sportivo, il ritorno al Meazza garantisce condizioni competitive più eque, preservando il valore del fattore campo e riducendo al minimo le interferenze esterne su una fase cruciale della stagione.

Implicazioni sulla lotta Scudetto e sugli equilibri di alta classifica

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La collocazione della gara a San Siro assume un significato rilevante anche in chiave classifica. Alla fin fine, per il Milan giocare al Meazza diventa un vantaggio notevole in questa fase calda del campionato, perché in questi mesi di polemiche i rossoneri hanno confermato di poter occupare l’alta classifica e di poter tenere l’Inter sulle spine nella corsa per il titolo. Ormai non solo i giornalisti, ma anche i tifosi e pure le quote sulla Serie A ritengono che il Napoli sia fuori dai giochi, mentre la Roma non appare ancora sufficientemente attrezzata per contrastare le milanesi. In questo scenario, la vicenda di Milan-Como finisce per intrecciarsi con dinamiche sportive più ampie, dimostrando come decisioni organizzative e strategie di marketing possano avere ricadute indirette ma significative sull’andamento del campionato e sulla percezione della sua credibilità competitiva.

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