Il mondiale dei tifosi tra tragedia e senso di appartenenza
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Il mondiale dei tifosi tra tragedia e senso di appartenenza

Dalle vittime dei festeggiamenti in Messico alle tradizioni della Norvegia e la ritrovata fiducia dell'Inghilterra.

Il mondiale dei tifosi tra tragedia e senso di appartenenza
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3 Luglio 2026 - 20.45 Culture


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Di Enea Russo

Il Mondiale è una delle competizioni che regala gioia ai tifosi di tutto il mondo, creando un forte senso di appartenenza verso la propria nazione. Quando una squadra avanza nel torneo, l’euforia dei tifosi aumenta e i festeggiamenti diventano sempre più intensi, ma quello che dovrebbe essere un momento di felicita collettiva può trasformare in tragedia.

Proprio come è avvenuto a Città del Messico dopo la vittoria dei padroni di casa contro l’Ecuador. Per festeggiare il passaggio del turno, i tifosi messicani si sono radunati in massa nelle strade della capitale. Tra loro c’erano una ragazza di 19 anni e un uomo di 44 anni, entrambi deceduti per asfissia. La folla era composta da circa un milione di persone, concentrate soprattutto nelle vicinanze dello stadio e dell’Angelo dell’Indipendenza, uno dei simboli della capitale.

La notizia delle due vittime è arrivata all’alba. Secondo i quotidiani locali, l’incidente sarebbe avvenuto intorno alle 23.40. Sembra che in quel momento siano stati esplosi alcuni fuochi d’artificio e che il rumore abbia provocato uno spostamento improvviso di migliaia di persone, che avrebbero travolto le due vittime, anche se la dinamica precisa è ancora da chiarire.

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Oltre ai tragici eventi come quello avvenuto in Messico, i tifosi continuano a essere i protagonisti del torneo, portando allo stadio le proprie tradizioni e la propria cultura. Come è avvenuto al termine della partita tra Norvegia e Costa d’Avorio, terminata 2-1 grazie al gol decisivo di Erling Haaland, che ha regalato alla sua nazione la prima storica vittoria in una fase a eliminazione diretta di un Mondiale.

Ma proprio dopo il fischio finale l’impresa sportiva è stata quasi oscurata: un enorme tamburo è stato calato a mano dai tifosi fino al campo e il capitano della Norvegia, Martin Ødegaard, lo ha utilizzato insieme ai compagni per iniziare la “Viking Row” (la voga vichinga), un rituale che ha coinvolto l’intero stadio.

Questa esultanza coreografica è molto semplice: i tifosi si siedono in fila, uno dietro l’altro, proprio come nelle antiche imbarcazioni vichinghe, e al ritmo del tamburo, oscillano all’indietro mimando con le braccia il gesto della remata, urlando tutti insieme «RO», che in norvegese significa «rema». Quando il tamburo viene battuto con maggiore vigore, il movimento della remata diventa sempre più veloce.

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L’esultanza è così coinvolgente da essere praticata da tutto lo stadio, compresi gli spettatori neutrali e persino alcuni tifosi ivoriani. Questo fenomeno della voga ha unito l’intero Paese: dai bambini degli asili ai deputati del Parlamento, fino agli anziani nelle case di riposo, tutti hanno iniziato a praticare il rito della “Viking Row” prima del calcio d’inizio.

Un altro popolo che ha dato spettacolo dopo una vittoria è stato quello inglese. Dopo il successo dell’Inghilterra, la squadra ha ricevuto tantissimi applausi sulle note di “Wonderwall”, celebre canzone degli Oasis, creando un’atmosfera di grande coinvolgimento tra tifosi e giocatori.

Un vero e proprio legame emotivo che ha emozionato i calciatori inglesi, soprattutto i protagonisti della partita, Harry Kane e Jude Bellingham. Un momento significativo che ha contribuito a migliorare il rapporto tra i tifosi e una squadra che, fino a questo momento, era stata meno apprezzata rispetto ad altre grandi d’Europa, a causa di prestazioni inferiori rispetto a quelle di Francia e Spagna.

Complice il poco apprezzamento nei confronti dell’allenatore Thomas Tuchel, non ben visto in patria. Criticato per le sue esotiche convocazioni che hanno lasciato a casa giocatori ritenuti più importanti. Dopo questo episodio, però, i tifosi hanno messo da parte le critiche, lasciando spazio alla speranza di vedere la propria nazionale arrivare sul tetto del mondo.

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