Bannon tramava con Epstein contro il Papa: "Abbatteremo Francesco"
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Bannon tramava con Epstein contro il Papa: "Abbatteremo Francesco"

I messaggi scambiati tra i due nel 2019, resi pubblici nel recente rilascio di documenti, mostrano che Bannon cercò il sostegno di Epstein nel tentativo di minare l’autorità del papa dopo aver lasciato la prima amministrazione Trump.

Bannon tramava con Epstein contro il Papa: "Abbatteremo Francesco"
Bannon e Epstein
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14 Febbraio 2026 - 12.01


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Steve Bannon, ex consigliere del presidente statunitense Donald Trump, avrebbe discusso con il finanziere e condannato per reati sessuali Jeffrey Epstein strategie per contrastare Papa Francesco, arrivando a scrivere di voler “abbattere” il pontefice. È quanto emerge da nuovi documenti pubblicati dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti (DOJ).

I messaggi scambiati tra i due nel 2019, resi pubblici nel recente rilascio di documenti, mostrano che Bannon cercò il sostegno di Epstein nel tentativo di minare l’autorità del papa dopo aver lasciato la prima amministrazione Trump.

Bannon era stato fortemente critico nei confronti di Francesco, che considerava un ostacolo alla sua visione “sovranista”, una forma di populismo nazionalista che ebbe particolare slancio in Europa tra il 2018 e il 2019. Dai documenti del DOJ emerge che Epstein avrebbe fornito aiuto a Bannon nella costruzione del suo movimento politico.

“Abbatteremo (Papa) Francesco”, scrisse Bannon a Epstein nel giugno 2019. “I Clinton, Xi, Francesco, l’UE – dai fratello.”

Papa Francesco rappresentava un freno alla visione trumpiana e al populismo nazionalista promosso da Bannon, avendo fatto della critica al nazionalismo e della difesa dei migranti un punto centrale del suo pontificato.

Nel 2018 Bannon definì Francesco “al di sotto del disprezzo” in un’intervista a The Spectator, accusandolo di schierarsi con le “élite globaliste” e, secondo quanto riportato, avrebbe esortato Matteo Salvini ad “attaccare” il pontefice. Salvini, oggi vicepremier italiano, ha spesso utilizzato simboli e linguaggio cristiani nella sua agenda anti-immigrazione.

Roma e il Vaticano erano centrali nei piani di Bannon. Quando dirigeva Breitbart News aprì un ufficio nella capitale italiana e lavorò al progetto di una scuola di formazione politica – definita “scuola di gladiatori” – per difendere i valori giudeo-cristiani.

I documenti rivelano inoltre che Bannon fece riferimento, nei messaggi con Epstein, al libro In the Closet of the Vatican, scritto dal giornalista francese Frédéric Martel, che nel 2019 suscitò forti polemiche indagando segreti e ipocrisie ai vertici della Chiesa. Martel sostenne che l’80% del clero operante in Vaticano fosse omosessuale, esplorando il tema della segretezza legata all’orientamento sessuale.

La questione dell’omosessualità nella Chiesa è stata per anni terreno di scontro tra i conservatori, alcuni dei quali l’hanno collegata impropriamente agli scandali sugli abusi. La maggior parte degli esperti respinge però qualsiasi correlazione tra orientamento sessuale e abuso come scientificamente infondata.

Bannon mostrò interesse a trasformare il libro in un film e suggerì che Epstein potesse figurare come produttore esecutivo. “Ora sei produttore esecutivo di ‘ITCOTV’”, scrisse. Non è chiaro quanto fosse seria la proposta. Martel ha dichiarato di aver rifiutato qualsiasi accordo, spiegando che i diritti cinematografici erano già stati ceduti a un’altra società, e ha affermato di ritenere che Bannon volesse “strumentalizzare” il libro contro Papa Francesco.

I file mostrano anche che Epstein, nell’aprile 2019, si inviò un’email con oggetto il titolo del libro e successivamente inoltrò a Bannon un articolo intitolato “Papa Francesco o Steve Bannon? I cattolici devono scegliere”, al quale Bannon rispose: “Scelta facile”.

Il biografo del pontefice, Austen Ivereigh, ha dichiarato che Bannon pensava di poter usare il libro per danneggiare Francesco, sostenendo di voler “purificare” la Chiesa. “Credo che abbia gravemente frainteso sia la natura del libro sia Papa Francesco”, ha affermato.

Padre Antonio Spadaro, stretto collaboratore del papa, ha dichiarato che i messaggi mostrano il tentativo di fondere “autorità spirituale e potere politico per fini strategici”. Secondo Spadaro, Francesco si oppose sempre a questa commistione.

Il periodo 2018-2019 fu segnato da una forte opposizione al pontefice, culminata nel dossier diffuso dall’arcivescovo Carlo Maria Viganò, che accusava il papa di non aver agito adeguatamente nel caso del cardinale Theodore McCarrick. Una successiva indagine vaticana scagionò Francesco.

Anche il cardinale Raymond Burke, noto critico conservatore del papa, prese le distanze da Bannon, affermando di non ritenere opportuno trasformare il libro in un film.

La rottura avvenne nel contesto delle attività del Dignitatis Humanae Institute, fondato da Benjamin Harnwell, stretto collaboratore di Bannon in Italia. Harnwell lavorava con Bannon al progetto di un’accademia per leader nazional-populisti nell’antico monastero della Certosa di Trisulti, in provincia di Frosinone. Nel 2019 il governo italiano revocò la concessione dell’immobile per presunte irregolarità; nel 2024 un tribunale romano lo ha scagionato e Harnwell sta cercando di riottenere la gestione.

In altri passaggi dei file, Epstein scherza con il fratello sull’idea di invitare Papa Francesco nella sua residenza per un “massaggio” durante la visita papale negli Stati Uniti nel 2015. In un altro messaggio, parlando con Bannon, cita un verso del poema “Paradise Lost” di John Milton: “Meglio regnare all’Inferno che servire in Paradiso”.


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