Leone XIV replica (indiretta) a Trump: “La Chiesa deve denunciare il male e annunciare la pace”

La Chiesa cattolica “vuole realizzare per tutta l’umanità e il suo Regno di giustizia, di amore e di pace”: lo ha affermato Papa Leone XIV durante l’udienza generale in piazza San Pietro.

Leone XIV replica (indiretta) a Trump: “La Chiesa deve denunciare il male e annunciare la pace”
Il Papa saluta i fedeli
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6 Maggio 2026 - 13.31


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La Chiesa cattolica “vuole realizzare per tutta l’umanità e il suo Regno di giustizia, di amore e di pace”: lo ha affermato Papa Leone XIV durante l’udienza generale in piazza San Pietro. Nelle stesse ore, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è tornato ad attaccare il Pontefice, che ha replicato ribadendo la natura evangelica e pacifica del suo messaggio.

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Denunciare il male, promuovere la pace

Nel proseguire il ciclo di catechesi dedicato al Concilio Vaticano II, il Papa ha spiegato che la Chiesa “è il popolo di Dio pellegrinante sulla terra che, proprio a partire dalla promessa finale, legge e interpreta a partire dal Vangelo i dinamismi della storia, denunciando il male in tutte le sue forme e annunciando, con le parole e con le opere, la salvezza che Cristo vuole realizzare per tutta l’umanità e il suo Regno di giustizia, di amore e di pace. La Chiesa, dunque, non annuncia sé stessa”, ha detto Leone, “al contrario, in essa tutto deve rimandare alla salvezza in Cristo”.

L’eredità del Concilio

Richiamando la costituzione conciliare Lumen gentium, il Papa ha sottolineato come essa “fa un’affermazione importante”: “La Chiesa è ‘sacramento universale di salvezza’, cioè segno e strumento di quella pienezza di vita e di pace promessa da Dio. Ciò significa che essa non si identifica perfettamente con il Regno di Dio, ma ne è germe e inizio, perché il compimento verrà donato all’umanità e al cosmo soltanto alla fine. I credenti in Cristo, perciò, camminano in questa storia terrena, segnata dalla maturazione del bene ma anche da ingiustizie e sofferenze, senza essere né illusi né disperati; essi vivono orientati dalla promessa ricevuta da ‘Colui che fa nuove tutte le cose’. Perciò, la Chiesa realizza la sua missione tra il ‘già’ dell’inizio del Regno di Dio in Gesù, e il ‘non ancora’ del compimento promesso e atteso. Custode di una speranza che illumina il cammino, essa è anche investita della missione di pronunciare parole chiare per rifiutare tutto ciò che mortifica la vita e ne impedisce lo sviluppo e prendere posizione a favore dei poveri, degli sfruttati, delle vittime della violenza e della guerra e di tutti coloro che soffrono, nel corpo e nello spirito”.

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