Si è detto poco, ma dalla capitale russa hanno negato le dichiarazioni attribuite al ministro degli Esteri Serghei Lavrov, che durante la sua conferenza stampa con il suo omologo iraniano aveva detto che ” Washington sta armando l’opposizione siriana”. I Russi, casi della vita, hanno attribuito l’errore all’interprete , che si ritrova così reo di una crisi internazionale.
Il Ministero degli Esteri Russo ha voluto chiarire la dichiarazione dicendo “Il Ministro Lavrov ha detto che gli Stati Uniti d’America forniscono gli armi nella regione”. Washington aveva subito respinto l’addebito, negando di armare i ribelli e ribadendo l’accusa a Mosca per la fornitura di elicotteri da combattimento a Damasco. Un’accusa che Lavrov ha giustificato così: “sono sistemi di difesa aerea”, e quindi non violano le leggi internazionali. Dunque Mosca ha fatto un mezzo passo indietro.
Perché? l giornalista e docente kwaitiano Saad Ben Tafle ritiene che la conferenza sulla crisi siriana richiesta dalla Russia non giovi al regime siriano . La Russia e l’Iran sono disponibili al dialogo, se si terrà conto delle loro preoccupazioni per il dopo Assad, perché i due paesi vogliono sapere chi garantirà i loro interessi. A suo avviso il regime di Damasco è già caduto, manca l’accordo su chi verrà dopo. Saad Ben Tafle esclude l’intervento militare in Siria per due motivi : le imminenti elezioni americane e le pressioni israeliane, dove si preferirebbe una una guerra religiosa per garantire i propri interessi nella regione.
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