Siria: ok ispezioni. Usa: tardive
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Siria: ok ispezioni. Usa: tardive

Troppo tardi per essere credibile. Così gli Usa reagiscono al via libera di Damasco all'accesso agli ispettori dell'Onu nelle zone colpite dal presunto attacco con armi chimiche.

Siria: ok ispezioni. Usa: tardive
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25 Agosto 2013 - 16.43


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Gli ispettori dell’Onu inizieranno le indagini sul presunto uso di armi chimiche in Siria domani 26 agosto. Lo afferma l’Onu, sottolineando che il governo siriano si e’ impegnato a offrire ”cooperazione” e a osservare il coprifuoco. In precedenza il regime di Addas ha autorizzato gli ispettori Onu a svolgere l’inchiesta.

Troppo tardi per essere credibile. Cosi’ fonti dell’amministrazione Obama reagiscono al via libera di Damasco all’accesso agli ispettori dell’Onu nelle zone colpite dal presunto attacco con armi chimiche. Lo riporta l’agenzia Bloomberg.

Ci sono ”pochi dubbi” sull’uso di armi chimiche da parte del regime siriano contro i civili. Lo riporta l’Associated Press citando un rappresentante americano, secondo il quale la valutazione dell’intelligence americana fornita alla Casa Bianca si basa sul numero riportato delle vittime, i sintomi di chi e’ stato ucciso e le testimonianze.

“Attaccare la Siria non sarà un pic-nic per nessuno perché ci sarebbero gravi ripercussioni e infiammerebbe tutto il Medio Oriente”. Cosi’ il ministro dell’Informazione siriano Omran Al-Zoubi. “La pressione americana è una perdita di tempo, noi proseguiremo la nostra lotta al terrorismo fino alla fine”, ha aggiunto

Ci saranno “dure conseguenze” se gli Usa oltrepasseranno la “linea rossa” in Siria. L’avvertimento è del vice capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Massoud Jazayeri. “L’America conosce le delimitazioni della linea rossa sul fronte siriano, se verranno superate ci saranno serie conseguenze per la Casa Bianca”. “L’attuale guerra terroristica in Siria – ha proseguito Massoud Jazayeri – è stata progettata dagli Stati Uniti e dai paesi reazionari della regione contro il fronte della resistenza (contro Israele) nonostante questo, il governo e il popolo siriano hanno ottenuto grande successo “, ha aggiunto il signor Jazayeri. “Chi aggiunge benzina sul fuoco non sfuggirà alla la vendetta del popolo “, ha concluso Jazayeri, secondo quanto riporta l’agenzia Fars.

“Il presidente americano Barack Obama – afferma il segretario alla Difesa americano Chuck Hagel – sta ancora esaminando un’eventuale risposta militare in Siria e il Pentagono e’ preparato ad attuare le opzioni militari, nel caso in cui Obama scegliesse di esercitare una di queste. Il presidente Obama ha chiesto al dipartimento della Difesa – afferma Hagel – di preparare opzioni per tutte le emergenze”. “Lo abbiamo fatto e siamo preparati a esercitare qualsiasi opzione, se il presidente decidesse di attuare una di queste”, ha sottolineato il segretario alla Difesa americano.

L’appello del Papa – “Faccio appello alla Comunità internazionale perché si mostri più sensibile verso questa tragica situazione e metta tutto il suo impegno per aiutare la cara Nazione siriana a trovare una soluzione ad una guerra che semina distruzione e morte”. Lo ha detto il Papa, esortando alla “capacità di incontro e di dialogo”. All’Angelus il Papa Francesco ha anche detto: “L’aumento della violenza” nella “guerra tra fratelli” in Siria, “con il moltiplicarsi di stragi e atti atroci, che tutti abbiamo potuto vedere anche nelle terribili immagini di questi giorni, mi spinge ancora una volta a levare alta la voce perché si fermi il rumore delle armi”.

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