Turchia: la Consulta libera Twitter, Erdogan si infuria

Il premier Erdogan si scaglia con rabbia contro la sentenza della Corte Costituzionale: è il prodotto di una compagnia americana.

Turchia: la Consulta libera Twitter, Erdogan si infuria
Preroll AMP

Desk3 Modifica articolo

4 Aprile 2014 - 11.57


ATF AMP

Recep Tayyip Erdogan, premier turco, non ha preso per niente bene la la sentenza della Corte Costituzionale di Ankara, che mercoledì ha dichiarato illegale il blocco di Twitter. “Dobbiamo applicare la sentenza della corte costituzionale, ma non la rispetto”, ha detto Erdogan ai giornalisti.

Top Right AMP

Il premier turco ha accusato la sentenza della Corte costituzionale di difendere “il prodotto di una compagnia americana” a scapito dei “valori nazionali”. La Consulta di Ankara ha ordinato al governo di porre fine immediatamente al blocco di Twitter imposto il 20 marzo su direttiva di Erdogan dopo che sulla rete sociale erano uscite una raffica di rivelazioni compromettenti per il premier. Nella sentenza, approvata all’unanimità, la Corte ha sancito che il bando di Twitter viola la libertà di pensiero garantita dall’articolo 26 della costituzione.

Il 26 marzo Erdogan aveva imposto anche il blocco di Youtube. Erdogan oggi, riferisce Hurriyet online, ha detto che “non solo Twitter, ma anche Youtube e Facebook sono compagnie commerciali”. “Non trovo giusto, e neppure patriottico – ha aggiunto – che la Corte Costituzionale abbia adottato questa sentenza solo due giorni dopo avere ricevuto un ricorso, mentre ci sono tanti dossier che attendono”. “Mentre proteggono una compagnia americana, i nostri valori nazionali e morali non sono rispettati” ha detto ancora il premier islamico turco.

Dynamic 1 AMP

Infine l’ultimo ‘colpo’. Il tribunale locale di Golbasi a Ankara ha ordinato la sospensione del blocco di Youtube imposto il 27 marzo dal governo, riferisce Hurriyet online.

FloorAD AMP
Exit mobile version