Un terzo terrorista coinvolto nell’attacco al museo del Bardo a Tunisi, è ricercato. Lo ha rivelato il presidente Beji Caid Essebsi: “Di sicuro erano tre, perché sono stati identificati e ripresi dalle telecamere di sorveglianza”, ha affermato il premier. Nell’attacco di mercoledì dei terroristi hanno sparato e ucciso 21 persone, tra cui 20 turisti stranieri (quattro gli italiani) e una guardia di sicurezza tunisina.
“Due dei terroristi sono stati uccisi” dalle forze speciali durante l’attacco, ha aggiunto Essebsi, “e uno è in fuga da qualche parte. Ma non arriverà lontano”, ha assicurato il presidente. Intanto la polizia tunisina ha fermato nella notte due presunti terroristi nella zona di Ras al Jabal, vicino Biserta, a nord di Tunisi. Si sospetta che facciano parte di un gruppo estremista islamico in quanto sono stati trovati in possesso di materiale al vaglio degli investigatori.
I due avevano diverse mappe, tra cui una della zona di confine tra Tunisia e Algeria e alcune del museo del Bardo, considerate riconducibili all’attentato din questa settimana. I due fermati avevano anche una rubrica telefonica con nomi e numeri di personaggi algerini che riconducono ai gruppi jihadisti.
Oggi la polizia tunisina ha fermato un terzo presunto terrorista a Sfax, nel sud del paese nordafricano. Si tratta di un reduce della guerra in Siria che è stato prelevato dalla sua abitazione su ordine della procura e condotto al commissariato locale. Nel corso della perquisizione effettuata all’interno della sua abitazione sono stati trovati documenti a sfondo jihadista. Il suo fermo rientra nell’ambito delle indagini volte a scoprire la cellula che ha eseguito l’attentato contro il museo Bardo di Tunisi.
Domani riapre il Museo del Bardo – Riaprirà domani il Museo nazionale del Bardo di Tunisi. Ad annunciarlo è stato il direttore del Museo, Moncef Ben Moussa, spiegando all’agenzia di stampa Anadolu che “le tracce dell’attacco di mercoledì al museo non saranno pulite”. Ben Moussa ha spiegato che il Museo è “un luogo della memoria. E per questo le tracce (dell’attacco, ndr) rimarranno a testimoniare un incidente che ha colpito un simbolo della cultura tunisina. Puliremo solo il sangue ed eseguiremo restauri minimi”.