Giovedì scorso il governo greco ha versato ai creditori europei la rata prevista di 240 milioni di euro e prevede di pagare regolarmente anche quella in scadenza il 20 di aprile e che ne richiederà altri 80, ma nel frattempo le carte il tavola stanno cambiando, e se non vuole che si materializzi lo spettro della “Grexit” l’Unione europea farà bene a concludere nuovi patti. Negli utltimi giorni sono stati due gli avvenimenti di rilievo: il primo ministro Alexis Tsipras a Mosca ha incontrato il presidente Vladimir Putin e nel frattempo Atene ha fissato la richiesta per danni di guerra che intende rivolgere alla Germania.
Per il momento non si parla di mega prestiti russi, ma al termine del colloquio Tsipras ha fatto sapere che “la Grecia utilizzerà la sua presenza in varie istituzioni europee per promuovere il dialogo tra la Russia ed i Paesi della UE,
C’è la necessità diretta di tornare a un dialogo serio su una nuova architettura della sicurezza e di rafforzare il ruolo dell’OSCE attraverso questo dialogo”. L’interesse di Mosca è principalmente questo.
Anche Putin si è soffermato su questo aspetto delle relazioni internazionali senza toccare altri temi:”Ci siamo scambiati opinioni sulle prospettive delle relazioni Russia-UE” – commenta il presidente russo- anche se la cooperazione strategica ed a lungo termine con l’Europa per noi è sempre stata all’ordine del giorno , e quindi in questo incontro non c’è nulla di nuovo o insolito”. Putin ha anche sottolineato che Atene formalmente non ha chiesto a Mosca un aiuto finanziario per pagare il suo debito, pure aggiungendo che ” la Grecia è un paese sovrano con il suo diritto incondizionato di condurre una politica estera multiforme: il Paese può svolgere ruolo politico come Stati europeo, mediterraneo e balcanico, e la fa come meglio crede”. In altri termini, Mosca conta su Atene per bloccare eventuali iniziative dei “falchi” europei, e se servirà rimane pronta ad aiutarla sul piano economico.
Mentre tutto questo aveva luogo a Mosca, ad Atene si consumata un altro momento della sorda guerra in atto con le istituzioni finanziarie della Ue ed in particolare con il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schauble. La Grecia ha finalmente quantificato i danni di guerra subiti dalla Germania hitleriana, ed a questo punto o Bruxelles (e soprattutto Berlino) accettano le sue proposte di o il famoso scenario della “Grexit” comicerà a materializzarsi. Di fronte a una simile conclusione la propettiva più probabile è quella che l’Unione alla fine faccia ulteriori concessioni.
In altre parole, ha avuto formale inizio la “partita a scacchi diplomatica” mirata a promuovere le relazioni reciproche” non soltanto fra Mosca e Atene ma anche la Russia e Unione europea .Il presidente russo ha detto che Mosca potrebbe partecipare ad importanti privatizzazioni in Grecia e investire in progetti infrastrutturali, oltre che togliere l’embargo sulle importazioni di prodotti alimentari provenienti dall’Ellade.
Intanto,se davvero Bruxelles volesse arrivare allo “splash down” ecco pronti i conteggi deii famosi danni di guerra richiesti a Berlino per l’occupazione negli anni del nazismo . Il danno ammonterebbe a 278 miliardi e 700 milioni di euro, ovvero esattamente 38 miliardi e 700 milioni più del debito complessivo del Paese. A rendere ufficiale il conteggio (anche non ancora ad esplicitare la richiesta) è stato il vice ministro ateniese delle Finanze, Dimitris Mardas:”Secondo i nostri calcoli, il debito legato alle riparazioni tedesche per la Seconda guerra mondiale è di 278 miliardi e 700 milioni di euro, di cui 103 miliardi per il cosiddetto prestito forzoso. Tutti gli altri importi sono relativi a risarcimenti per danni ad individui infrastrutture”, chiarisce l’uomo politico. Il dato è stato calcolato una commissione parlamentare ed ha ricevito l’avallo della Corte Suprema greca, prima di giungere ad una cifra definitiva le setime erano oscillate tra i 269 ed i 332 miliardi.
Mardas ha aggiunge in occasione della Conferenza di Parigi del 1946 il valore delle riparazioni era stato fissato a 341.200 milioni dollari, somma che naturalmente va rivalutata ad oggi. La questione delle riparazioni per danni guerra risalenti all’occupazione nazista del periodo 1941-1944 sicuramente ha fatto aumentare le tensioni tra Atene e Berlino. Nella repubblica ellenica il movimento per fare pressioni sulla Germania e costringerla a pagare è diventato più forte in questi ultimi anni, soprattutto da quando Atene ha sperimentato difficoltà finanziarie e durissime misure di austerità per fermare il paese di cadere in rovina finanziaria.
Appena eletto, il governo di sinistra di “Syriza” ha deciso di sollevare nuovamente la questione delle riparazioni di guerra: “La Germania non ha mai pagato correttamente le riparazioni per i danni causati alla Grecia dall’occupazione nazista – ha dichiarato in marzo Alexis Tsipras- in questo Paese il ricordi dei crimini perpetrati dai nazisti è ancora vivo, e noi abbiamo l’obbligo morale di ricordare quello che le forze occupanti hanno fatto alla Grecia”.
Berlino nega decisamente di dovere altri soldi ad Atene, dicendo di aver già pagato alla Grecia danni di guerra per 25 milioni di dollari nel 1950, che sarebbero pari a 220 milioni di oggi, ed inoltre nel 1960 altri 115 milioni di marchi tedeschi (una somma pari a circa 230 milioni dollari odierni), alle vittime dei crimini nazisti. Un rapporto stilato nel 2012 dal Bundestag, la camera bassa del Parlamento tedesco , ha stimato in 8,35 miliardi di dollari stimato il valore del prestito forzoso che il regime hitleriano impose all’Ellade (e che all’epoca fu di 476 milioni di Reichmarks,), mentre Atene risponde rapportandolo al valore quotidiano e dunque lo fissa a 110 miliardi. Questa almeno è la stima che un quotidiano “To Vima” ha riportato lo scorso gennaio, citando documenti finanziari riservati. Atene dunque sostiene di aver considerato quei vecchi versamenti solo come solo un pagamento iniziale, e prevedeva di ottenere il resto dopo la riunificazione tedesca.
Fonti: To Vima, Agenzie