Le sanzioni economiche e la dura guerra per abbassare i prezzi del petrolio non hanno potuto stroncare l’economia russa, che anzi secondo le previsioni della Banca Mondiale dopo una lunga flessione sta riprendendo a crescere. Un rapporto reso pubblico lunedì afferma che l’economia russa nel 2015 si è contratta meno nettamente di quanto si pensasse , ed il prezzo del petrolio negli ultimi mesi ha ripreso ad aumentare mentre il rublo rimane forte e l’inflazione rallenta.
La banca, ha anche rivisto al rialzo le sue previsioni per il 2016, e prevede un prodotto interno lordo in calo del 2,7 per cento rispetto a 3,8 per cento calcolato prima.
Birgit Hansl, economista principale della banca per la Russia, pensa che le mutate condizioni potranno permettere alla banca centrale di allentare la politica monetaria e sostenere maggiormente l’economia. La nuova stima della Banca Mondiale è sostanzialmente in linea con le previsioni del ministero dell’Economia russo, che immagina per quest’anno una contrazione del 2,8 per cento ma è più ottimista degli economisti occidentali, anche se la Banca Mondiare aggiunge che le prospettive per l’economia russa rimangono incerte.
“Nella nostra proiezione permangono significativi rischi al ribasso dato che il mercato mondiale del petrolio continua a cercare un nuovo equilibrio e l’impegno per le riforme strutturali deve essere supportato da una serie concreta di forti azioni politiche”, scrive Hansl in un comunicato sul sito della “World Bank”.
Gli indicatori economici suggeriscono che la recessione st rallentando, il ministero dell’Economia dice che il PIL è sceso del 4,2 su base annua nel mese di aprile, peggio del previsto, e del 2,7 in marzo. Maggiore ottimismo si respira circa le prospettive della Russia verso la fine dell’anno e per il 2016. La Banca Mondiale considera il PIL in aumento dello 0,7 per cento nel 2016 e del 2,5 per cento nel 2017. La sua ultima previsione 2016 è migliore della proiezione precedente.
Hansl dichiara: “Siamo ottimisti sul fatto che significative riforme strutturali saranno parte della proposta di bilancio 2016-2017e ci consentiranno un costante recupero.”, e nel frattempo nonostante sanzioni e guerra sei gasdotti anche le
esportazioni di gas russo sul mercato europeo sono in crescita, I flussi verso i mercati europei sono in aumento e continueranno a crescere nel corso dei prossimi 15 anni, dice Alexey Miller, presidente del comitato di gestione di “Gazprom”.
Il gas russo rappresenta il 30 per cento della quantità totale di gas nei mercati europei , e le stime dicono che la domanda continuerà a crescere: Miller lo ha detto durante un convegno sul futuro del settore energetico europeo tenotisi a Belgrado. Nei primi cinque mesi dell’anno, le forniture di gas da parte della “Gazprom” verso l’Europa sono aumentate del cinque per cento, e parlando di condotte, Miller ha sottolineato l’importanza del “Nord Stream” mentre quando si parla di “TAP,” che dovrebbe convogliare il gas in Europa dall’ l’Azerbaigian, Miller sottolinea che i termini per l’avvio di lavori di costruzione del metanodotto sono stati costantemente rinviati.
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Fonti: Reuters, Tanjug
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