Una fonte vicina ai dirigenti UE ha comunicato che al vertice dei capi di Stato che si terrà il 25 e 26 giugno l’UE discuterà un documento che proroga le sanzioni economiche contro la Russia.La fonte ha fatto ricordare che la decisione politica che stabilisce un legame tra la revoca delle sanzioni e piena attuazione degli accordi di Minsk è stata raggiunta già nel mese di marzo, dunque quel che si discuterà questa volta è il periodo per il quale prorogare le restrizioni economiche.
“La questione sarà discussa alla fine di giugno durante il vertice. Le sanzioni sono subordinate alla piena implementazione degli accordi di Minsk, pertanto suppongo che le sanzioni già in essere vengano prorogate per altri sei mesi. È il risultato più probabile”, — ha detto la fonte. Dopo la stesura del progetto, il documento dovrà essere approvato dal Consiglio dei ministri dell’UE. “Logicamente, a farlo devono essere i ministri degli Esteri, ma la decisione potrà essere presa anche da altre configurazioni del Consiglio: si potrà applicare anche la procedura di approvazione per iscritto ma non esistono difficoltà perché abbiamo tutto il mese di luglio per mettere a punto la decisione e tecnicamente non sarà un problema”.
Anche la cancelliere tedesca Angela Merkel sembra anticipare questa decisione in un’ intervista televisiva: “Le sanzioni possono essere cancellate quando non ci sono più presupposti in base al quale sono state imposte e quando i problemi saranno stati risolti – dice – se gli accordi di Minsk troveranno applicazione allora saranno abolite le sanzioni, le misure restrittive nei confronti di Mosca non sono un fine in sé, ma uno strumento per raggiungere gli obiettivi. Abbiamo sempre detto che c’è un collegamento tra gli accordi di Minsk e l’estensione delle sanzioni, con la possibilità di una loro cancellazione”.
La Merkel aggiunge che l’Occidente ha bisogno di cooperazione con la Russia per risolvere i problemi globali, come il conflitto in Siria o programma nucleare dell’Iran e questo elemento è tornato alla ribalta con la riunione de “G 7” , l’associazione de Paesi economicamente sviluppati che si è svolto fra Gran Bretagna, Germania, Italia, Canada, Stati Uniti, Francia e Giappone, e con la pesante assenza di Mosca. Fra il 1976-1997 il gruppo esisteva in questa forma, poi con l’ingresso della Russia si era trasformato in “G 8” per tornare al formato originario a seguito degli eventi in Ucraina e della crisi nelle relazioni Russia-Occidente.
Anche Vladimir Putin dice la sua alla vigilia della scelta di Bruxelles: “Non abbiamo mai visto l’Europa come un amante- dice alla vigilia della sua visita in Italia – abbiamo sempre proposto una relazione seria però ho l’impressione che l’Europa abbia effettivamente cercato di stabilire con noi rapporti materiali pensando unicamente al proprio guadagno . Il deterioramento delle relazioni tra Mosca e gli Stati membri dell’UE non è colpa della Russia. Questa non è stata la nostra scelta,a dettarla sono stati i nostri partner. Non siamo stati noi a introdurre restrizioni al commercio e alle attività economiche, piuttosto ne siamo stati l’obiettivo e abbiamo dovuto rispondere con misure di protezione e di ritorsione “.
Secondo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, la Russia “non resta aggrappata ai formati. Il “ G8” è un club informale, nessuno rilascia tessere, nessuno può espellere qualcuno da lì per definizione, se i nostri partner occidentali ritengono che il formato sia obsoleto lasciamo che sia così”. Il pacchetto di misure dell’accordo definito Minsk-2 ha incluso la cessazione del fuoco dal 15 febbraio, il ritiro degli armamenti pesanti, nonché misure in soluzione politica a lungo termine in Ucraina, in particolare la reazione di sottogruppi di lavoro. Da allora però il cessate il fuoco è stato ripetutamente violato.
Fonti: ZDF. Sputnik, CorrieredellaSera