Fra i risvolti della visita di Vladimir Putin in italia, che sembra aver provocato grande inquietudine negli altri Paesi occidentali, una mossa della diplomazia americana ha sconcertato anche la diplomazia di un Paese estraneo alle beghe di questi anni: la Città del Vaticano, che certo non era adusa a interventi che cercano di condizionare le parole di un Pontetefice.
A poche ore dall’incontro fra papa Francesco ed il presidente russo, l’ambasciatore degli Stati Uniti presso la Santa Sede, Kenneth Hackett ha esortato apertamente il Pontefice a prendere una posizione più dura nei confronti del visitatore. In particolare, Hackett ha tenuto a far sapere che secondo lui Vaticano avrebbe dovuto “dire di più circa le preoccupazioni sulla integrità territoriale dell’Ucraina. Forse questa è un’opportunità per il Santo Padre per esprimere privatamente queste preoccupazioni, Papa Francesco è stato messo certamente messo al corrente delle violenze in Ucraina”.
Il Vaticano non ha reagito in alcun modo a questa dichiarazione, quasi a sottolineare quanto fosse inusitata: finora non si aveva memoria dell’intervento di un ambasciatore che cercasse di impartire lezioni al massimo esponente della Chiesa cattolica, e al massimo gli storici del Vaticano avevano riferito di pressioni compiute da rappresentanti della Germania nazista durante l’occupazione di Roma (che però, perfino in quella situazione, erano state espresse in forma privata).
E’ superfluo aggiungere che papa Francesco non ha dato la minima importanza alla sollecitazione , ed anzi ha tenuto l’incontro su toni particolarmente cordiali. Un comunicato del Vaticano riferisce che “ si è convenuto sull’importanza di ripristinare un clima di dialogo e del fatto che tutte le parti si impegnino ad attuare gli accordi di Minsk. Essenziale è anche l’impegno ad affrontare la grave situazione umanitaria, garantendo l’accesso agli agenti umanitari e con il contributo di tutte le parti di una progressiva distensione nella regione”.
Una mossa del genere, però, non poteva sfuggire al Cremlino, che infatti non ha perso occasione per stigmatizzarla: Dmitry Peskov, portavoce della presidenza russa, dice che “questo è sicuramente un palese tentativo di sopprimere la sovranità di altre nazioni, ed è proprio quello che il presidente russo non ha mai accettato ed a cui si oppone categoricamente. Il tentativo di insegnare qualcosa al Papa facendo finta di averne il diritto è sicuramente qualcosa di inedito nella diplomazia internazionale, e magari darà inizio a un nuovo movimento”.
Fonte : Agenzie