Slovacchia, Polonia e Repubblica ceca respingono le critiche i xenofobia giunte dai maggiori Stati membri dell’UE e respigono gli appelli ad accogliere anche i rifugiati anche dalla Siria, e rispondono che la politica europea di immigrazione si è risolta in un fiasco, chiedendo che il problema sia risolto là dove è stato creato, ossia in Medio Oriente e in Africa.
“Noi non facciamo finta di non vedere la paura della nostra gente: la paura si è diffusa non solo in Slovacchia, ma in tutta Europa. Non facciamo finta di non vedere le cause di questo fenomeno o che siamo in grado di risolvere questo problema accettando tutti a braccia aperte, indipendentemente dal fatto che siano speculatori o persone che hanno veramente bisogno di aiuto “, ribatte il primo ministro slovacco Robert Fico . A suo dire, la Slovacchia è pronta a rifiutare di nuovo la sua quota di ammissione per i rifugiati, se Bruxelles se ne uscirà ancora con tale proposta.
“Come è possibile che, quando la Grecia ha bisogno di soldi La UE sa come organizzare un vertice in 24 ore quando la gente sta morendo, non riesce ad organizzare un incontro con la partecipazione di paesi dell’Africa per dire loro che il problema sarà risolto, e quando? “.Così come i funzionari polacchi e cechi Fico ripete, con toni per nulla diplomatici,che ogni Paese dovrebbe avere il diritto di scegliere quali rifugiati aiutare:”Cerchiamo di essere onesti, noi non siamo stati in grado di integrare centinaia di migliaia di nostri concittadini Rom, e adesso come si può pensare di integrare persone che vivono un modo completamente diverso di vita ed hanno un’altra fede?”, domanda lui.
Che anche la Polonia intenda accettare rifugiati solo per quanto potrà è un fatto che è stato ribadito la scorsa notte anche dal primo ministro ,Eva Digger.”A noi polacchi nessuno ha qualcosa da insegnare sul significato della parola solidarietà”, ha detto il primo ministro,bricordando che il Consiglio europeo ha adottato con decisione comune l’accettazione volontaria dei rifugiati. Il presidente polacco Andrzej Duda a Berlino, in un incontro con l’omologo tedesco Joachim Gauck e la cancelliera Angela Merkel ha difeso la decisione di accettare solo 2.000 rifugiati, dato che Varsavia deve lasciare spazio ad un’ eventuale assistenza ai profughi dall’ Ucraina se vi sarà una nuova “escalation” del conflitto.
“E ‘importante che l’Unione europea si impegni a lottare contro le cause dell’emigrazione, nei Paesi in cui il problema è sorto. Dobbiamo essere solidali coi profughi, però molto più difficile è combattere le bande che muovono i rifugiati e guadagnano miliardi sulle tragedie umane guadagnano miliardi “, ha detto Duda.I media e gli analisti tedeschi hanno avvertito, tuttavia, che se Duda e e Varsavia vogliono solidarietà della Germania verso la Russia ed una maggiore protezione della NATO ad est, dovranno dimostrare maggiore solidarietà nella questione dei profughi.
Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca vogliono accettare soltanto profughi prevalentemente cristiani da Siria ed Iraq, e l’ ultimo rapporto delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani, alla fine della settimana scorsa, ha apertamente accusato la Repubblica ceca di islamofobia. Il presidente Milos Zeman ribatte che il suo Paese intende accettare soltanto i cristiani perché presumibilmente i musulmani non sarebbero contenti nella Repubblica ceca perché non potrebbero adattarsi alla società ospitante, e anche perché potrebbero rappresentare un rischio di infiltrazione terroristica.
La Polonia ha accettato di come parte di quota volontaria solo 2.000 rifugiati, la Repubblica Ceca 1.500 nei prossimi due anni, e la Slovacchia appena 200 e solo i cristiani, oltre a prendersi carico di 500 rifugiati provenienti da centri austriaci per risolvere le loro richieste di asilo.
Fonte: Beta