Quanto al numero di migranti che la Romania è in grado di accogliere, per ottemperare ai desiderata di Bruxelles, non si può certo dire che fra il presidente della Repubblica Klaus Iohannis e il primo ministro Victor Ponta vi sia sintonia. Martedì, infatti, Leonard Orban – uno dei consulenti del capo di Stato ed ex commissario europeo – ha annunciato che circa 1.700 rifugiati verranno ospitati nel Paese a partire da novembre, puntualizzando che l’Ue stanzierà seimila euro per ogni migrante da accogliere. Una dichiarazione totalmente sconfessata l’indomani mattina dal presidente del Consiglio: “La Romania non ha ancora stabilito quanti immigrati possono essere accolti – ha obiettato Ponta -, dato che una simile decisione può essere presa unicamente dal Consiglio supremo della difesa. Voglio comunque ricordare che le autorità del Paese hanno messo in moto le misure necessarie per far fronte alla grave crisi migratoria in corso”. Al riguardo, non mancano figure politiche (e non solo) di alto profilo che si oppongono con forza a una strategia migratoria solidale e conforme alle direttive comunitarie, come l’ex presidente Traian Basescu. “La Romania dovrebbe rifiutarsi di accogliere i rifugiati – ha tuonato Basescu – perché questo non è un nostro problema, ma di quei Paesi europei che hanno contribuito all’aggravamento della situazione in Siria e Libia”.
A ogni modo, è necessario osservare che i sei centri di accoglienza per gli immigrati sparsi in tutto il territorio rumeno possono offrire appena 950 posti. E intanto la crisi migratoria sta assumendo proporzioni sempre più preoccupanti: nel solo mese di luglio oltre 107mila rifugiati hanno raggiunto i confini dell’Ue e il governo tedesco ha comunicato che quest’anno dovrebbe far fronte a circa 800mila richieste di asilo, di cui la metà compilate da persone provenienti dai Balcani.
(Fonte: Balkan Insight)