Migranti, La Serbia prepara un piano d'emergenza per i ritorni
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Migranti, La Serbia prepara un piano d'emergenza per i ritorni

Il ministero degli Interni serbo teme che la nuova legge ungherese provocherà ondate di ritorno e sollecita l’adozione di un piano di emergenza. Un “database” sui migranti<br>

Migranti, La Serbia prepara un piano d'emergenza per i ritorni
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redazione Modifica articolo

15 Settembre 2015 - 00.13


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L ‘Ungheria potrebbe presto iniziara a rinviare in Serbia i migranti che hanno varcato il confine nelle ultime settimane questo almeno è quanto teme il ministero degli Interni di Belgrado dopo l’entrata in vigore della nuova la legge ungherese sui richiedenti asilo, che è molto più restrittiva della precedente. La nuova norma potrebbe creare un quadro giuridico che prefigura un’ondata d migranti di ritorno dall’
Ungheria alla Serbia, e questo provocherebbe consegunzer molto gravi.

A lanciare l’allarme è Aleksandar Nikolic/, segretario generale al ministero dell’Interno: “Non sono sicuro che siamo pronti per un’ ipotetica ondata di migranti di ritorno attraverso il confine con l’Ungheria. Senza cooperazione con
Unione europea e relazioni reciprocamente eque non saremo in grado di affrontare questa sfida in umana e nazionale in
modo responsabile .Se non ci organizziamo sul serio e stendiamo un piano da seguire in situazioni di emergenza, potremmo avere grossi problemi”,

. “Questo è l’ultimo momento per cominciare a pensare e ad attuare urgentemente urgente un piano d’azione – continua – per il caso in cui i migranti iniziassero a tornare senza alcun controllo, soprattutto tenendo presente che l’inverno sta arrivando, ma anche tutti gli aspetti di sicurezza che si potrebbero aprire nel nostro territorio”.

Il più autorevole quotidiano belgadese scrive che fra più di 116.000 immigrati che hanno attraversato la Serbia
da gennaio non ci sono stati terroristi : lq polizia serba sulla cosiddetta “via dei Balcani” è l’unica che registri e le impronte digitali dei migranti, per questo è stata in grado di compilare un ricco “database” e di poter identificare ciascuno di loro. L’archivio contiene decine di migliaia di impronte digitali dei profughi che hanno attraversato il Paese

La decisione su chi avrebbe dovuto prendere le impronte digitali è stata presa dai servizi di sicurezza, che raccomandavano in particolare di schedare chiunque portasse una lunga barba che è caratteristica degli islamisti radicali, o avesse ferite o cicatrici sospette.

Fonte: Agenzie, Politika

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