Al posto di confine di Horgos, fra Serbia e Ungheria, la frustrazione delle migliaia di migranti costretti all’attesa nella “terra di nessuno” comincia a farsi sempre più pericolosa e ieri la polizia magiara è intervenuta nuovamente con manganelli e cannoni ad acqua contro quanti cercavano di forzare le barriere ad ogni costo. Ma il muro innalzato da Budapest sta già causando le conseguenze che molti avevano previsto: la “rotta balcanica” cambia direzione nella sua parte finale e adesso si dirige verso la Croazia, e domani alla Slovenia
.
Nelle ultime ore in Croazia sono giunti almeno 70 autobus e 180 taxi con a bordo circa 4 mila migranti provenienti dalla Serbia, ed alla stazione di confine di Tovarnik ci sono stati scontri tra la polizia croata e migranti che hanno sfondato i cordoni degli agenti. Anche la polizia serba si è schierata per
prevenire nuovi incidenti con due cordoni di agenti davanti al muro difensivo ungherese, che nelle ultime ore è stato ulteriormente rafforzato con nuovi rotoli di filo spinato. Nella notte gruppi di migranti e profughi hanno deciso di lasciare la terra di nessuno al confine di Horgos e raggiungere in autobus il vicino centro di accoglienza di Kanyiza, da dove in tanti partono per la frontiera fra Serbia e Croazia.
Ieri le autorità di Zagabria avevano fatto sapere che non verranno frapposti ostacoli ai profughi che intendono raggiungere la Germania e il nord Europa transitando attraverso il territorio croato. Adesso per le prossime ore ci si aspetta che una nuova ondata di migranti si rovesci verso i confini sloveni: Lubiana ha già allertato le autorità di quattro Comuni e prepara centri di accoglienza, anche se ha escluso di voler schierare l’esercito, ma intanto ha reintrodotto i controlli alle frontiere per un periodo di dieci giorni.
Quella che un tempo era stata la direttrice Macedonia-Serbia-Ungheria comincia a trasformarsi in un percorso che dalla Serbia del Sud devia a occidente attraversando la Bosnia Erzegovina per poi raggiungere i valichi croati o sloveni. Anche Sarajevo si è attrezzata per fornire assistenza ai migranti, ma il ministero degli Interno dice di non temere che stazioneranno a lungo: “Nessuno di loro vuole restare qui, puntano tutti alla Germania”, è la previsione.
I
ntanto il Parlamento Europeo ha votato a larga maggioranza (370 sì, 134 no, 52 astenuti) il parere favorevole alla proposta della Commissione per il “ricollocamento urgente” di 120 mila rifugiati da Italia, Grecia ed Ungheria. La portavoce, Mina Andreeva aveva scritto su Twitter che “La Commissione Ue non rinuncia all’obbligatorietà sulla proposta di ricollocare 120mila profughi. Difendiamo la nostra proposta, e gli articoli dei media che suggeriscono il contrario sono falsi”. Il presidente del Consiglio d’Europa, Donald Tusk[ ricorre a “Twitter” per dare un annuncio:«Convoco un Consiglio europeo straordinario per mercoledì 23 settembre alle 18 per discutere come trattare come la crisi dei rifugiati. Il vertice straordinario era stato chiesto dalla cancelliera Angela Merkel. Si terrà all’indomani del Consiglio interni. Il commissario Ue, Dimitris Avramopoulos, in una conferenza stampa da Budapest con i ministri dell’Interno e degli Esteri ungheresi, Sandor Pinter e Peter Szijjarto, ha ripetuto che «i muri sono soluzioni temporanee, e in più dirottano i flussi e accrescono la tensione. Lavoreremo collettivamente per proteggere i confini Ue».
Fonte : Agenzie