Sabato scorso l’ Ungheria ha nuovamente chiuso la sua frontiera con la Croazia al libero flusso di migranti,e questa decisione potrebbe bloccare nella piccola nazione balcanica migliaia di persone[/b] in cammino verso l’Europa occidentale. Il ministro degli Esteri ungherese, Peter Szijjarto ha annunciato la decisione dopo una riunione del gabinetto di sicurezza nazionale e il confine, rinforzato con un recinto di filo spinato, è stato chiuso a mezzanotte .
Diverse centinaia di migranti che avevano raggiunto la frontiera prima della scadenza saranno autorizzati a entrare in Ungheria per motivi umanitari, afferma il portavoce del governo,[b] Zoltan Kovac nel villaggio di confine di Zakany. “Il governo ungherese ha preso le misure per proteggere la libertà interna degli europei e la sicurezza dei cittadini di Ungheria”, spiega.
L’ Ungheria ha deciso il nuovo giro di vite di confine dopo che i leader europei si sono incontrati a Bruxelles, senza riuscire a concordare un piano per impedire ai migranti di raggiungere la Grecia. “Sappiamo che questo non la migliore soluzione, ma è un ripiego necessario “, sostiene Szijjarto, aggiungendo che normali i punti di controllo ai confini tra i due Paesi rimangono sarebbero aperti, anche se le verifiche saranno più serrate. Controlli: “Introdurremo controlli più severi per essere in grado di bloccare ai valichi chi arriva illegalmente”, aggiunge
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La Croazia è membro dell’Unione europea, ma a differenza di Ungheria non fa parte della zona Schengen che permette di viaggiare senza passaporto. I migranti potrebbero ancora chiedere asilo in Ungheria nelle due zone di transito di frontiera, continua Szijjarto, quest’anno hanno fatto ingresso nel Paese 383.000 migranti in fuga da guerra e povertà . Budapest ha deciso la prima stretta il 15 settembre, facendo erigere una recinzione lungo i confini con la Serbia , e da allora il flusso dei profufhi ha deviato attraverso la Croazia .
“Adesso possiamo sperare che l’introduzione della chiusura delle frontiere con la Croazia avrà gli stessi effetti positivi che abbiamo vissuto al confine con la Serbia”, ha dichiarato Gyorgy Bakondi, consigliere anziano del primo ministro Viktor Orbàn. La Croazia adesso inizia a inviare i migranti al suo confine con la Slovenia, altro Paese dell’UE nella zona di Schengen, che condivide anche confini con Ungheria e Austria.
Lubiana ha annunciato che rinforzerà i controlli alle frontiere e intende creare punti di ingresso per i migranti per meglio gestire l’afflusso, ma continuerà ad accoglierli a patto che Austria e Germania mantengano le loro frontiere aperte[/b]. Tuttavia, gli esperti temono che molti rimarranno bloccati in Croazia, che non è preparata ad accoglierli in gran numero.”Non c’è modo con cui la Croazia possa far fronte ad un simile afflusso e e provvedere ai bisogni immediati di queste persone”, avverte Lydia Gall , ricercatrice di “Human Rights Watch” a Budapest. “In pochi giorni si potrebbe finire per avere decine di migliaia di persone in Croazia e più in basso lungo la rotta dei Balcani occidentali, ossia in Serbia e Macedonia.”.
Anche Polonia, Repubblica Ceca e Slovacchia ( che assieme a Budapest formano il cosiddetto “grupp di Visegrad”) stanno inviando dozzine soldati e agenti di polizia e per sostenere le forze ungheresi di guardia al confine con la Croazia. Funzionari ungheresi affermano che questa cooperazione sarà un esempio per il resto della UE in materia di protezione delle frontiere comuni. Dal momento in cui l’Ungheria ha eretto la recinzione sul confine con la Serbia, centinaia di migranti l’hanno violato commettendo un reato, e venerdì scorso 16 uomini accusati di ingresso illegale nel Paese sono stati processati in un tribunale nella città meridionale di Szeged. Si riuniranno presto ad altri 460 che sono in attesa di espulsione nei centri di detenzione o in strutture separate all’interno delle carceri ungheresi. Br/>
La Slovenia a sua volta ha sospeso il regolare traffico ferroviario con la Croazia in previsione di un nuovo flusso di migranti : la decisione è stata presa “a tempo indeterminato”. Le Ferrovie slovene sostengono di essere pronte a gestire la situazione con autobus supplementari e centri di accoglienza, e se necessario, tutto sarà fatto in cooperazione con la polizia.
Fonti : Agenzie