Complice la politica aggressiva dell’Occidente e l’intervento in Siria, che nel Paese viene vissuto come una prima rivincita, l’indice di gradimento del presidente Vladimir Putin fra i russi ha toccato il masimo storico ed è all’ 89,9 per cento. In massimo precedente era stato toccato nel giugno 2015, quando il suo valore medio mensile era 89,1 per cento, dice il responso del “VTsIOM” uno dei maggiori centri di ricerche demoscopiche . Gli esperti confermano che gli alti livelli di approvazione del lavoro di Putin devono essere collegati con i recenti avvenimenti in Siria, dove l’aviazione russa sta conducendo una campagna di successo contro Stato islamico.
Nello stesso sondaggio il 26 per cento dei russi dice che i bombardamenti siriani sono stati gli eventi più importanti delle settimane passate. Altri sviluppi che il pubblico russo ha considerato importanti sono stati vari eventi sportivi, e soltanto dopo arriva il perdurare della crisi in Ucraina.
L’indice di gradimento di Putin aveva superato per la prima volta superato l’80 per cento circa 18 mesi fa, dopo l’adesione della Repubblica di Crimea nella Federazione Russa, mentre le medie precedenti erano state amarzo 2014 del 76,2, in aprile già l’ 82,2 ed in maggio 86.2.
Alla fine di giugno 2015 un altro sondaggista indipendente, il “Levada Center” ha riferito che secondo i suoi dati la percentuale di russi soddisfatti del lavoro di Vladimir Putin come presidente aveva raggiunto l’ 89 per cento. Il 64 per cento inoltre pensa che le attuali politiche delle autorità russe siano corrette, ed anche questa è la percentuale più alta nella storia. La percentuale di russi che ha esprime insoddisfazione per il lavoro di Putin è invece del 10 per cento. Ai primi di ottobre, sempre il”Levada Center” ha pubblicato i risultati dei un altro sondaggio che ha dimostrava come il 72 per cento dei russi fosse d’accordo con gli attacchi aerei sulle posizioni IS in Siria. Il quattordici esprimeva poi un’opinone negativa verso l’operazione, mentre la stessa percentuale di persone non aveva un parere sull’argomento.
Ancora, il 47 per cento degli intervistati ha detto che la Russia dovrebbe sostenere il presidente siriano Bashar Assad sia nella sua lotta contro lo Stato islamico che contro l’opposizione armata, il 28 per cento ha detto che sarebbe stato meglio per la Russia rimanere fuori dal conflitto siriano, mentre l’8 per cento pensa che Mosca dovrebbe aderire alla coalizione occidentale dando inizio ad una la lotta comune contro IS e governo siriano.
Ma le adesioni più compatte arrivano da coloro che sono più direttamente coinvolti, ovvero i rifugiati siriani che oggi sono stati costretti dalla guerra a rifugiarsi nei campi profughi. A Latakia, città costiera, un un mese di attacchi aerei russi ha aumentato il morale nel campo profughi di in un sobborgo. Gli sfollati esprimono soltanto apprezzamento per l’intervento russo . La Russia è il primo sostenitore di Assad, insieme con l’Iran, il segretario di Stato americano, John Kerry ha ripetuto che nonostante il sostegno russo e iraniano, gli Stati Uniti e nazioni alleate “capiscono che Assad crea una dinamica impossibile per la pace,e questa è una sitazione che deve essere risolta”, il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov risponde però che il sostegno di Mosca per Assad rimane forte, nonostante quello che ha descritto come “voci” che i colloqui in corso siano stati finalizzati a sollevarlo dal potere. Pur essendo in grado di risolvere le loro differenze. Kerry aggiunge ancora che la recente riunione di Vienna “è stata costruttiva e produttivo ed ha fatto affiorare alcune idee, che io non ho intenzione di condividere oggi, ma spero hanno una possibilità di cambiare la dinamica dei fatti”.
I raid aerei russi hanno permesso alle truppe siriane ed dei loro alleati di “Hezbollah”, gruppo militante libanese, di lanciare più offensive di terra nelle aree settentrionale, centrale e meridionale della Siria, così come contro i ribelli nella periferia della capitale, Damasco. In un briefing tenutosi in un complesso residenziale militare siriano, un portavoce ha detto che il generale Ali Maihub e l’esercito siriano continuano ad avanzare contro i loro avversari.
Alcuni osservatori per i diritti umani segnalano assieme all’eliminazione di guerrieri anche la morte i alcuni civili Mosca lo ha negato di colpire i civili. L’agenzia di stampa siriana “Sana” a sapere che il governo ha conquistato due villaggi a sud di Aleppo, nel nord, una zona in cui sono basati i ribelli della “Free Syrian Army E e di altre fazioni islamiste.
Ma a sud-est della città, dove lo Stato Islamico ha una forte presenza, i guerriglieri dicono di aver avanzato su una strada principale che collega Aleppo alle province centrali di Hama e Homs, e di aver preso il controllo di otto posti di blocco, dopo aver effettuato due attentati suicidi, lasciando decine di morti.
Fonti: AP, RIA Novosti