In sette punti il piano russo per la Siria
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In sette punti il piano russo per la Siria

Mosca ha stilato un progetto in sette punti per il futuro del Paese: governo di riconciliazione nazionale ed elezioni cui Assad non prenderà parte, poi il presidente se ne andrà<br><br>

In sette punti il piano russo per la Siria
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redazione Modifica articolo

9 Novembre 2015 - 18.46


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La complessa situazione della Siria e del Medio Oriente nei giorni a venire saranno oggetto di due riunioni di estrema importanza: quella dei ministri della Difesa dei Paesi Nato, in programma questa settimana a Bruxelles, e l’apertura dei negoziati fissata a Ginevra per venerdi 13, nella quale Mosca proporrà un piano in 7 punti per porre fine alla guerra in Siria.

Il progetto sarà sottoposto a Occidente, Paesi arabi ed Iran ed è modellato sull’accordo di Taif del 1989, che pose fine alla guerra civile libanese: prevede che non vi siano “né vinti né vincitori” e l’uscita di scena di Bashar Assad “dopo la formazione del nuovo governo”. Ecco cosa prevede il progetto:

 

1. Ci saranno due categorie di opposizione armata siriana: quella di chi accetta di negoziare con Bashar Assad e di chi invece continuerà la lotta armata.
 
 

2. Un “cessate il fuoco” sarà raggiunto fra il regime di Assad e i gruppi dell’opposizione che accettano di negoziare, ma questo dovrà ancora comportare la cessazione totale di invio di armi da parte all’opposizione siriana. 

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3. Si terranno negoziati fra tutte le forze siriane per arrivare ad un accordo su amnistia e rilascio dei prigionieri, dopodiché si svolgeranno elezioni presidenziali e parlamentari anticipate per formare un “governo di riconciliazione”, e la Costituzione siriana sarà modificata per trasferire poteri dal presidente al primo ministro. 

 

4. La Russia garantirà che Assad non partecipi alle prossime elezioni ma possa farlo fare a qualcuno della sua famiglia o dei suoi collaboratori. 

 

5. Tutti i gruppi dell’opposizione armata e le milizie filo-iraniane saranno integrati nell’esercito regolare. 

 

6. La Russia garantirà l’amnistia per tutti i partecipanti ai gruppi armati , ma in cambio essi di impegneranno a rinunciare di perseguire Assad e i suoi famigliari.

 

7. La presenza militare russa in Siria continuerà sotto l’egida di una risoluzione dell’Onu che indichi Mosca come garante dell’applicazione degli accordi raggiunti.
 

La riunione della Nato si annuncia invece più tempestosa, poiché secondo il quotidiano “Welt am Sonntag”, i ministri intendono analizzare il modo in cui il presidente Putin potrebbe usare armi nucleari nel contesto della nuova contrapposizione con il mondo occidentale, e capire come la NATO deve reagire.

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Anche se il settimanale “Der Spiegel” sostiene che gli analisti dell’ “intelligence” tedesca non vedono cambiamenti nel livello della minaccia da parte di Mosca. L’Europa è preoccupata dall’intenzione degli USA di dislocare nel continente armi nucleari puntate sulla Russia. Questa idea non piace in particolare alla Germania e i maggiori analisti russi sottolineano questa divergenza di interessi.

Valery Piakin, dirigente del Fondo per le tecnologie concettuali, afferma che ormai tra l’Europa e gli Stati Uniti c’è diversità degli interessi anche nella sfera militare.”Europa e USA entrano in dissonanza- dice – attuale visita in Europa di Ashton Carter (segretario alla Difesa USA) è dovuta al fatto che gli USA non riescono a obbligare l’Europa a entrare in guerra contro la Russia. L’Europa ha dei propri interessi e non vuole combattere per quelli americani, dunque sta facendo di tutto per evitare la guerra”. 

Al tempo stesso l’esperto è convinto che Washington continuerà i suoi sforzi per costringere l’Europa all’ubbidienza.”Non cercheranno compromessi. Gli USA già da tempo hanno perso la capacità di trattare. Cercano di piegare la controparte. Adesso che in Europa sono stati inviati i loro carri armati, sono in corso le esercitazioni di truppe ed è alta la tensione lungo il perimetro della Russia, compreso in Asia Centrale, per gli americani è l’ultima chance. Se gli USA non ci riusciranno, la stessa esistenza della NATO sarà messo in forse, se non immobilizzeranno la volontà dell’Europa con i vincoli della guerra, l’alleanza andrà a pezzi. L’Europa già sta parlando di forze armate europee, da contrapporre alla NATO, dunque se gli USA non riescono a scatenare la guerra, il tempo è dalla nostra parte. In questo momento l’essenziale è mantenere il sangue freddo”.
Fonte : Agenzie




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