In Macedonia la polizia manganella i migranti
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In Macedonia la polizia manganella i migranti

La polizia macedone è intervenuta in forze facendo uso di manganelli per respingere i migranti, provenienti in larga parte da Iran, Pakistan, Marocco, Kurdistan.

In Macedonia la polizia manganella i migranti
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26 Novembre 2015 - 17.57


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Tafferugli tra polizia e migranti sono avvenuti alla frontiera tra Grecia e Macedonia, dove circa 200 immigrati bloccati da giorni nella ‘terra di nessuno’ hanno tentato di forzare la barriera di filo spinato e entrare in Macedonia. La polizia macedone è intervenuta in forze facendo uso di manganelli per respingere i migranti, provenienti in larga parte da Iran, Pakistan, Marocco, Kurdistan.

Ieri in Slovenia al valico di frontiera per il traffico ferroviario internazionale di Dobova, scortati dalla polizia croata, sono arrivati cinque treni con 5134 migranti. In serata poi sono giunti altri due convogli, il primo con 1087 profughi a bordo ed il secondo con 1.055 stranieri. Per quanti sono arrivati ieri sono previste forniture mediche e umanitarie e di procedure di polizia, dopo di chè accompagnati da poliziotti sloveni continueranno su treni e autobusi il loro viaggio verso Jesenice e entilj .

Attualmente, nel centro di accoglienza in Dobovi sono in attesa altri u220 migranti che in mattinata saranno trasportati in autobus verso l’interno del Paese. Nel frattempo però l’atteggiamento dei migranti comincia a cambiare, soprattutto dopo la decisione di Croazia, Slovenia, Serbia e Macedonia di respingere i cosiddetti “migranti economici”:nella terra di nessuno fra il confine macedone e quello greco, fra le molte centinaia di profughi a cui viene impedito l’ingresso ma che da giorni restano là è iniziato uno sciopero della fame.

Leggi anche:  Immigrati anziani in Italia: come l’invecchiamento della popolazione migrante sfida sanità, lavoro e welfare

Quello che sta accadendo in quella zona è ancora incerto, poiché ai giornalisti viene vietato il passaggio, ma gli operatori delle agenzie umanitarie raccontano che la maggior parte degli uomini, in genere iraniani, si siedono lungo la linea ferroviaria e rifiutano cibo, mentre alcuni di loro incitano alla rivolta. I rifugiati provenienti dal Marocco e dal Pakistan cantano ad alta voce e chiedono alle guardie di aprire le frontiere e consentire loro di continuare il viaggio. Striscioni chiedono il rispetto dei diritti ed interventi per salvare la vita delle persone.

Fonti: Agenzie

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