Siria, almeno 250 mila bambini vivono sotto assedio e muoiono di fame
Top

Siria, almeno 250 mila bambini vivono sotto assedio e muoiono di fame

Nel nuovo rapporto 'Infanzia sotto assedio' si parla della 'drammatica condizione delle città siriane, dove mancano cibo, medicine, energia e gli aiuti umanitari non bastano'.

La sofferenza dei bambini siriani
La sofferenza dei bambini siriani
Preroll

Desk2 Modifica articolo

9 Marzo 2016 - 12.48


ATF

Sono almeno 250mila i bambini che vivono nelle aree assediate della Siria, il 46,6% delle vittime in queste zone sono bambini al di sotto dei 14 anni. Nel nuovo rapporto ‘Infanzia sotto assedio’, a cinque anni dall’inizio del conflitto, Save The Children denuncia “la drammatica condizione delle città siriane assediate, dove mancano cibo, medicine ed energia elettrica e gli aiuti umanitari sono insufficienti”.

“I bambini vivono privi di tutto, sono gravemente malnutriti perché costretti a mangiare cibo per animali o foglie, muoiono perché hanno accesso a medicinali che si trovano soltanto dall’altro lato dei checkpoint, in zone in cui meno dell’1% della popolazione è riuscita a ricevere aiuti alimentari e solo il 3% ha ricevuto assistenza sanitaria. Bambini che – spiega l’organizzazione -vagano in cerca di qualcosa da bruciare per scaldarsi e resistere al gelo dell’inverno, terrorizzati dai bombardamenti e dalle tremende violenze a cui assistono. Tanti i bambini arruolati, alcuni di soli 8 anni”.Dati alla mano, Save the Children spiega che “nel solo 2015, il 22% dei bombardamenti aerei è avvenuto su aree assediate, dove si registra un aumento nell’uso della droga da parte dei giovanissimi, nonché degli abusi sessuali su adolescenti e dei matrimoni precoci”.

Leggi anche:  Trump vuole un nuovo partner nella guerra contro Hezbollah, ma la Siria non vuol fare il lavoro sporco

“Le immagini del bambino che muore di fame a Madaya nel gennaio scorso hanno scosso il mondo, ma lontano dalle macchine fotografiche ci sono molte comunità che stanno vivendo la stessa situazione e la stessa disperazione – afferma il direttore generale dell’Organizzazione, Valerio Neri -. I bambini stanno morendo per mancanza di cibo, di medicine o per cause assurde come l’ingestione accidentale di veleni mentre scavano alla ricerca di qualcosa da mangiare. E a pochi chilometri da loro ci sono magazzini colmi di aiuti. I bambini vivono in vere e proprie prigioni a cielo aperto, dove i cecchini sparano a chiunque tenti di scappare. Sono tagliati fuori dal mondo, insieme alle loro famiglie e circondati da gruppi armati che utilizzano l’assedio ai civili come arma di guerra. Questi bambini stanno pagando il prezzo dell’immobilismo del mondo”.

Save the Children, è l’Organizzazione dedicata dal 1919 a salvare i bambini in pericolo e tutelarne i diritti, che dal 2103 lavora all’interno delle città assediate della Siria, attraverso organizzazioni partner. A cinque anni dall’inizio del conflitto in Siria, Save the Children lancia il rapporto ‘Childhood under siege – Infanzia sotto assedio’ basato sulle testimonianze di coloro che sono ancora all’interno delle aree assediate e di chi è riuscito a scappare nei Paesi confinanti, il rapporto denuncia la condizione in cui sono costretti a vivere i bambini e le loro famiglie, a cui è interdetto l’accesso a cibo, medicine, carburante e a tutti i beni necessari per sopravvivere.

Leggi anche:  Trump vuole un nuovo partner nella guerra contro Hezbollah, ma la Siria non vuol fare il lavoro sporco

Dall’inizio della guerra in Siria, ha denunciato il rapporto, sono 6,6 milioni le persone sfollate all’interno del Paese e 4,7 milioni quelle che sono fuggite nei Paesi confinanti e in Europa. Si stima che i morti siano tra i 250mila e i 400mila. L’assedio ai civili è diventata una tattica di guerra dall’inizio del 2011, quando a Dara’a il governo decise di privare la popolazione di elettricità, acqua e cibo per 11 giorni. Da allora il numero delle città e delle aree assediate continua ad aumentare.

Native

Articoli correlati