Iraq, le truppe Usa forse rimarranno dopo la fine dell'Isis
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Iraq, le truppe Usa forse rimarranno dopo la fine dell'Isis

Trattative in corso tra premier Abadi e Trump.

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4 Maggio 2017 - 16.57


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Il primo ministro iracheno Haidar al Abadi sta trattando con il presidente americano Donald Trump sulla possibilità di fare rimanere truppe Usa in Iraq anche dopo la sconfitta dell’Isis. Lo hanno detto all’agenzia Ap una fonte governativa di Baghdad e una di Washington. Le fonti hanno sottolineato che i negoziati sono ancora in corso, ma che sembra esserci un consenso su una permanenza nel lungo periodo di forze americane per cooperare al ritorno della sicurezza nel Paese. Gli Stati Uniti avevano ritirato tutte le loro truppe dall’Iraq nel 2011, ma negli ultimi anni hanno inviato consiglieri, istruttori e forze speciali per operazioni limitate, per un totale di circa 6.000 soldati.

Le trattative sono ancora in una fase iniziale, ha precisato la fonte americana, affermando che “nulla e’ stato finalizzato”. Ma ha aggiunto che lo scenario a cui si sta lavorando e’ la permanenza di migliaia di soldati Usa che sarebbero ospitati in basi irachene giu’ esistenti in cinque localita’ nell’area di Mosul e lungo la frontiera con la Siria. Le forze di Washington dovrebbero tra l’altro contribuire a controllare la sicurezza a Mosul in vista della trasmissione dei poteri ad una amministrazione politica una volta che la citta’, gia’ considerata la ‘capitale’ dello Stato islamico in Iraq, sara’ stata strappata ai jihadisti. Le forze lealiste irachene hanno riconquistato circa il 65% del territorio controllato dallo Stato islamico al momento della sua massima espansione, nel 2014. E lo hanno potuto fare grazie all’appoggio della Coalizione internazionale a guida Usa e delle milizie popolari a maggioranza sciita sostenute anche dall’Iran. La decisione di Washington di lasciare migliaia di propri soldati in Iraq, non lontano dai confini iraniani, potrebbe creare nuove tensioni con Teheran. 

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