Anche la direttrice della comunicazione lascia la Casa Bianca: dopo un'audizione sul Russiagate
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Anche la direttrice della comunicazione lascia la Casa Bianca: dopo un'audizione sul Russiagate

Hope Hicks faceva parte della cerchia ristretta dei collaboratori più ascoltati da Trump. Le dimissioni ufficializzate dopo avere risposto per nove ore al Comitato della Camera

Hope Hick
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1 Marzo 2018 - 08.06


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Pare che ci stesse pensando da tempo, ma la scelta di Hope Hicks di dimettersi dall’incarico di direttore della comunicazione della Casa Bianca (ed è già il quarto a farlo) arriva in un momento molto delicato per l’Amministraizone Trump che sembra non riuscire a frenare questo esodo inatteso almeno sino a quando sul presidente ed il suo entourage si è abbattuto, con tutti le sue imbarazzanti implicazioni, il Russiagate.
Hope Hicks non era solo una esperta di comunicazione istituzionale, ma anche una delle collaboratrici più strette del presidente e non può essere solo un caso che le dimisioni siano state ufficializzate dopo la lunghissima audizione (nove ore) che ha reso davanti al comitato della Camera dei rappresentanti che cerca di capirci qualcosa nel verminaio delle ingerenze russe nella vita politica americana.
Nell’audizione aveva ammesso di aver detto «bugie a fin di bene» – a beneficio di Donald Trump – ma ha smentito che essere abbiano una qualche rilevanza nel cosiddetto Russiagate.
”Hope è incredibile e ha fatto un grande lavoro negli ultimi tre anni”, questo il commento di Donald Tump che ha detto di avere appreso solo nelle ultime ore delle dimissioni che non si sa ancora quando diverranno effettive. Probabilmente per il periodo di transizione con chi Trump chiamerà a sucederle.
Hope Hicks, 29 anni, originaria del Connecticut, ha studiato alla Southern Methodist University di Dallas. Un passato da modella per Ralph Lauren, è stata anche portavoce della campagna elettorale di Donald Trump per le presidenziali.
Come direttore della comunicazione, Hicks ha cercato di placare le lotte intestine all’interno del suo dipartimento. Ha sempre mantenuto un basso profilo, rifiutando di rilasciare interviste e non è mai salita sul podio della sala stampa.
”Dire che ci mancherà è dire poco”, commenta il capo dello staff della Casa Bianca, John Kelly, definendo il suo lavoro ”fantastico”. Kelly è un’altra delle figure che sembra “traballare” all’interno della Casa Bianca dopo la revoca, secondo indiscrezioni, della nullaosta alla sicurezza di Jared Kushner, consigliere del presidente e marito di Ivanka. In bilico, ancora una volta, anche il ministro della giustizia Jeff Sessions, attaccato nelle ultime ore duramente da Trump su Twitter. Il presidente ha definito il suo lavoro ”vergognoso”. Sessions però questa volta non ha incassato in silenzio: il ministro ha respinto le critiche del presidente assicurando che continuerà a svolgere il suo lavoro con ”onore e integrità”.
 
 
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