La stretta contro i migranti dell’amministrazione Trump non si arresta. Il presidente americano imporrà ai giudici dell’immigrazione un sistema di quote per velocizzare l’espulsione e il rimpatrio forzato degli immigrati clandestini. Lo riporta il Washington Post, che cita alcune nuove direttive messe a punto da dipartimento di giustizia.
I giudici dovranno risolvere almeno 700 casi all’anno per ricevere un giudizio
“soddisfacente” delle proprie mansioni. Uno standard che i sindacati di categoria hanno definito «un passo senza precedenti» che rischia di minare l’indipendenza della giustizia. E’ l’ennesima tappa di un processo allarmante. Trump nei giorni scorsi, come Globalist aveva scritto, è tornato a minacciare il Messico, accusato di non fare nulla per limitare il flusso di persone dirette negli Stati Uniti: “Il Messico sta facendo molto poco, se non proprio nulla, per impedire alle persone di raggiungere gli States Uniti. Ridono delle nostre stupide leggi sull’immigrazione. Devono fermare il grande flusso di droga e persone, o fermerò la loro mucca da mungere, il Nafta (l’accordo nordamericano per il libero scambio). Abbiamo bisogno del muro”. In numero uno della Casa Bianca nei giorni scoirsi, attraverso Twitter aveva scritto che “il Congresso deve immediatamente approvare una legislazione sui confini, usare l’Opzione Nucleare se necessario (una procedura parlamentare che consente il passaggio di un provvedimento con un numero inferiore di voti rispetto al solito, ndr), per fermare il flusso enorme di droghe e persone”. Sostenendo che le leggi in vigore volute dai democratici sono “deboli” e che non consentono agli agenti preposti al controllo dei confini di fare il loro lavoro, Trump ha fatto pressione sul Congresso affinché “agisca ora”.
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