Mariana Vyscemyrska è al centro delle polemiche legate alle fake news tra Ucraina e Russia. La donna era finita sui giornali di tutto il mondo come una delle vittime del bombardamento dell’ospedale di Mariupol del 9 marzo. Ieri è uscito un video in cui la ragazza, ripresa probabilmente in un ospedale di Donetsk, capitale filorussa del Donbass occupato, rivelava come all’ospedale di Mariupol non ci sia stato nessun attacco aereo, ma solo esplosioni.
La Russia ha parlato di “menzogna svelata”, mentre secondo l’Ucraina la donna è stata “rapita e ricattata” per parlare. Ora però entrambe le ipotesi sembrano non veritiere: nel video (che è stato tagliato ben 28 volte) infatti la donna pronuncia alcune frasi che smentiscono la tesi Russia e soprattutto appaiono poco chiare e coerenti. Insomma, si può pensare che se la donna, ancora convalescente dal suo taglio cesareo, avesse voluto sostenere la tesi di Mosca, avrebbe potuto farlo in modo molto più esplicito. Chi ha ripreso le sue dichiarazioni allora forse non è riuscito ad ottenere esattamente quello che sperava.
Mariana Vyscemyrska era finita sui giornali di tutto il mondo come una delle vittime del bombardamento dell’ospedale di Mariupol del 9 marzo. In una foto scattata da un reporter di Associated Press la si vedeva con il pancione di nove mesi camminare tra le macerie.
Attorno a lei c’erano auto in fiamme, l’intera facciata dell’edificio deturpata, vetri, calcinacci e rottami. In poche ore, Mariana è diventata simbolo della tragedia. Poi però è stata subito accusata dalla macchina della propaganda russa di essere in realtà una “beauty blogger pagata dagli ucraini per inscenare un falso”.
Secondo i troll russi infatti l’intera vicenda del bombardamento dell’ospedale è stato un fake orchestrato dai neonazisti del battaglione Azov, presente a Mariupol proprio per accusare di crimini di guerra l’esercito di Mosca. Secondo i russi la ragazza avrebbe interpretato due parti nella commedia: prima si sarebbe truccata per inscenare il ferimento, poi, sdraiandosi su una barella, si sarebbe finta un’altra gestante. Pochi giorni dopo l’accusa è emersa la verità: le donne ferite di Mariupol sono state due, quella fotografata mentre era in barella alla fine è morta con il bambino che aveva in grembo. Invece Vyscemyrska ha partorito una bambina, nata sana.
Ieri il video della sua intervista ha riaperto l’ondata di fake news che si sono concentrate sulla donna. Nel video la si vede seduta su un divanetto grigio con dietro un grande cuscino bianco. L’arredamento sembra quello di un ospedale. La donna guarda la telecamera da sotto a sopra le sue frasi vengono spezzate da un montaggio che rende il discorso poco comprensibile. Vengono comunque eliminate dal discorso le parole “guerra” (vietata in Russia) e la stessa parola “russi”.
La ragazza però nel video smentisce alcune parti delle tesi diffuse dalla propaganda russa. “Nessuno mi ha truccata o fatto cambiare pigiama. La donna in barella non sono io. Era un’altra ragazza in pieno travaglio che non ce l’ha fatta. È morta lei e il suo bambino”, afferma. Mariana dice poi anche che nel reparto di maternità si aggiravano dei soldati e che ai pazienti erano stato chiesto di trasferirsi in un altro ospedale. Sostiene anche di non aver sentito aerei e parla sempre di due bombe d’artiglieria. Insomma, frasi spezzettate e poco coerenti di cui non si capisce il significato. Quel che è certo è che la donna continua ad essere utilizzata come mezzo tramite il quale far sorgere nuove fake news.