La Germania contro l'offensiva israeliana a Rafah: "Si rischia un disastro umanitario"
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La Germania contro l'offensiva israeliana a Rafah: "Si rischia un disastro umanitario"

Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, in questi giorni in visita in Israele, come riporta il ministero degli Esteri tedesco su X

La Germania contro l'offensiva israeliana a Rafah: "Si rischia un disastro umanitario"
Annalena Baerbock e Netanyahu
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15 Febbraio 2024 - 12.33


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«A Rafah vivono 1,3 milioni di persone. Un’offensiva in quella zona sarebbe un disastro umanitario». 

Lo ha detto la ministra degli Esteri tedesca, Annalena Baerbock, in questi giorni in visita in Israele, come riporta il ministero degli Esteri tedesco su X. Baerbock ha sottolineato la necessità di cogliere l’opportunità di un «cessate il fuoco» legato al «rilascio degli ostaggi», così come proposto da Qatar ed Egitto. 

«È responsabilità della Germania difendere la sicurezza del popolo di Israele. Ma il modo in cui Israele si difende, in cui combatte Hamas, influisce anche sulla sicurezza del popolo di Israele, che ci sta a cuore», ha affermato Baerbock, aggiungendo che «il terrore di Hamas non ha portato altro che morte e sofferenza a Gaza. Se i terroristi di Hamas avessero un briciolo di compassione per le donne, gli uomini e i bambini palestinesi che soffrono a causa dei combattimenti, deporrebbero immediatamente le armi». 

«A Rafah vivono 1,3 milioni di persone. Un’offensiva in quella zona sarebbe un disastro umanitario. Le persone hanno bisogno di più aiuti umanitari, di luoghi e corridoi sicuri. Hanno bisogno di garanzie di sicurezza per i coraggiosi operatori umanitari delle Nazioni Unite che forniscono loro l’essenziale», ha dichiarato la ministra degli Esteri tedesca.

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 «La sicurezza di Israele dal terrore di Hamas è importante quanto la sopravvivenza dei palestinesi. È necessario un nuovo cessate il fuoco. La proposta qatariota-egiziana di collegare cessate il fuoco e rilascio degli ostaggi è un’opportunità da cogliere», ha detto ancora Baerbock, sottolineando che «un processo politico per il futuro di Gaza è più importante che mai. Devono essere affrontati 4 punti: garanzie di sicurezza, amministrazione palestinese riformata, ricostruzione di Gaza e soluzione a due Stati. Il territorio di Gaza non deve essere ridotto, nemmeno con `zone cuscinetto´».

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