Quella di Putin non è una operazione militare speciale ma una guerra d'annientamento
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Quella di Putin non è una operazione militare speciale ma una guerra d'annientamento

La novità è la dichiarazione solenne della Chiesa ortodossa russa che dichiara l'operazione militare speciale come una "guerra santa". 

Quella di Putin non è una operazione militare speciale ma una guerra d'annientamento
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2 Aprile 2024 - 01.00


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di Beatrice Sarzi Amade

Sembra che il discorso di Putin si stia radicalizzando. 

Ora, le affermazioni stanno aumentando,  l’Ucraina, deve essere completamente distrutta, non c’è posto per questo paese, per il nome stesso dell’Ucraina, anche all’interno della federazione russa specialmente c’è una “Malorussia” (una “piccola Russia”) che diventerà una provincia, o una serie di Province russe, e, a Soloviev, sentiamo sempre più appelli a radere al suolo tutte le città, perché non c’è nulla da conservare, culturalmente parlando, anche a Kiev, culla dell’ortodossia russa, e soprattutto non il popolo. 

Spiega il deputato Lugovoi, specialmente verso gli abitanti di Charkov che devono essere annientati, la città deve essere colpita da un “disastro di massa”, tale che, non rimanga più nulla, o comunque nessuno avrà più modo di vivere lì; “a piedi o in macchina” , gli abitanti stanno fuggendo, quelli che ci abitano ora, vanno ad ovest. Sono 800.000 persone di Charkov.  Il parlamentare Lugovoi è un parlamentare piuttosto particolare, ex membro dell’FSB, è lui personalmente che, a Londra, ha avvelenato Litvinenko. Ma sostanzialmente nessuno (a parte qualche voce rara),  ha detto che le parole, erano un appello al genocidio. Perché, IL GENOCIDIO, oggi è ritenuto necessario e sano,  ed infine, la novità, è la massiccia natura di queste dichiarazioni che semplicemente continuano la linea di Timofe ï Sergéievtsev dichiarata esattamente due anni fa, fine marzo inizio aprile 2022. 

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La novità è la dichiarazione solenne della Chiesa ortodossa russa che dichiara l’operazione militare speciale come una “guerra santa”. 

– Questo è un doppio colpo: prima, perché è ufficiale, questa “operazione militare” che se la chiami “guerra” in Russia, può costare fino a dieci anni di carcere, è diventata una guerra – visto che è “santa”. Non sembra niente, ma è fondamentale, perché vuol dire che, per lo stato russo e la gerarchia della Chiesa ortodossa di Mosca, è l’essenza stessa della nazione che oggi è impegnata in una guerra, e quindi, questa guerra può essere risolta solo dalla vittoria totale sulle forze del male. 

Il comunicato ufficiale della Chiesa spiega: “Dopo il completamento dell’OMS (operazione militare speciale), tutto il territorio dell’Ucraina contemporanea deve appartenere all’esclusiva zona di influenza della Russia.” La possibilità dell’esistenza di un regime politico russofobo, nemico della Russia, su questo territorio, deve essere completamente esclusa.

La seconda novità è la definizione data a queste forze del male che devono essere escluse. Questa OMS è infatti una guerra santa in cui “la Russia e il suo popolo” (cito sempre la dichiarazione ufficiale) giocano la missione del Katechon. – Il Katechon, in termini religiosi, è ciò che tiene, ciò che impedisce, per esempio, all’Anticristo di venire ora. Un Katechon contro gli assalti del globalismo e contro l’Occidente caduto nel satanismo. La Chiesa ortodossa ordina a tutti i sacerdoti che dipendono da essa di pregare ogni giorno per la vittoria delle forze russe e per i sacerdoti che si rifiutano, saranno sollevati dal loro dovere (sapendo che, questa è la sanzione della Chiesa, ma che lo stato, da parte sua, può punirli attraverso sanzioni ancora più pesanti).

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Questo significa che, poco alla volta, ma in maniera molto chiara, Putin ha mobilitato l’intera società, l’intero paese, e che questa guerra contro l’Ucraina è diventata una guerra esistenziale.

Nel frattempo, con il fatto che i terroristi del Crocus sono tagiki, la Russia sta rivedendo le sue leggi sull’immigrazione, e ci sono decine di casi in tutto il paese di persone che attaccano “persone nel paese.” Spontanee o no, causano un vero e proprio movimento di panico: gli immigrati, sono a centinaia oggi, (ma il movimento si allargherà),  tornano a casa, durante la notte (aneddoto rivelatore, ripreso da un docente universitario).

La Russia sta avanzando, o meglio, oggi si prepara ad avanzare in modo inesorabile, in una guerra – oggi definita tale – che il potere di Putin presenta come esistenziale, non perché sia esistenziale per il Paese, ma per lui. Quello che Putin dice, (o meglio quello che non dice ma quello che mostra), è che ora che ha le mani libere grazie a Trump (che già comanda, qualunque cosa si dica), vuole conquistare l’Ucraina intera, anzi, concretamente, sostituire gli abitanti. Gli ucraini saranno distrutti, “totalmente” o andranno in “Occidente” – milioni di nuovi profughi, e l’Europa dovrà accoglierli o meno.

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Intanto, in Francia, ascoltiamo Yann Moix dire che non farà una guerra, perché questa guerra non ci riguarda, perché la Russia non vuole farci del male, e che quello che sta accadendo lì, lontano, sono conflitti esterni, tra persone che non corrispondono alle “nostre vite” e ai nostri costumi, le nostre tradizioni, la nostra cultura, (lo stesso discorso, infine, del Patriarca Kirill). E penso che quest’ultimo sarebbe stato uno dei primi a voler essere invitato da Otto Abetz.

Ma quante voci ci sono in Francia, da sinistra a destra, per dire che “no, la Francia non farà mai guerra alla Russia”. E quanti non capiscono che non è la Francia che farà o non farà la guerra con la Russia, ma sarà la Russia che farà, o non farà (ma farà) la guerra, – o mettiamola in un altro modo:  c’è chi già la fa la guerra, tranne che noi, nella nostra vita quotidiana senza renderci conto. E quanti, in Francia, non lo capiscono, ecco cosa succederà: che oggi siamo entrati in un tempo in cui un leader polacco, Donald Tusk, aveva già detto che era un “pre-guerra”.

Questa è la guerra che va avanti. Non una “operazione militare speciale”. 

No, una guerra di annientamento, mentre guardiamo altrove.

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