Inedita protesta delle donne contro la guerra: pentole e tegami per farsi sentire (senza farsi vedere)
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Inedita protesta delle donne contro la guerra: pentole e tegami per farsi sentire (senza farsi vedere)

Da tempo chiedono il ritorno a casa dei loro uomini e in questi due anni, hanno dato vita a diverse manifestazioni, dandosi appuntamento, il sabato, non lontano dal Cremlino.

Inedita protesta delle donne contro la guerra: pentole e tegami per farsi sentire (senza farsi vedere)
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7 Aprile 2024 - 00.50


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Era stata annunciata come “La marcia delle pentole vuote”. A promuovere la manifestazione, inedita per la Russia, sono state le madri e le mogli dei soldati mobilitati per la guerra all’Ucraina. Da tempo chiedono il ritorno a casa dei loro uomini e in questi due anni, hanno dato vita a diverse manifestazioni, dandosi appuntamento, il sabato, non lontano dal Cremlino.

Le autorità hanno ondeggiato nella risposta, passando da un atteggiamento comprensivo a quello “dissuasivo”. Forze dell’ordine, comunque, sempre pronte ad evitare la continuità di queste manifestazioni e a limitarne l’eco, tenendo lontani giornalisti e telecamere.

Si è anche ipotizzato ad azioni delle autorità volte a spezzare il fronte della contestazione delle donne.

Sta di fatto che oggi, tra mille cautele e provando a mantenere l’anonimato, diverse donne si sono fatte sentire dalle loro case usando pentole, padelle e tegamini come fossero tamburi, percuotendo il fondo con una stoviglia. Una sorta di concerto a distanza: da un balcone, da una finestra aperta, da una veranda.

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A dare voce ed occhi a questa inedita protesta ci stanno pensando i social, dove i primi video sono stati postati.

Le donne preferiscono non mostrarsi, di loro si coglie solo la mano, mai il viso. Il clima che si respira a Mosca e nelle altre città russe consiglia prudenza anche alle donne di chi combatte al fronte e rischia la vita proprio mentre si calcola il numero dei soldati russi che non torneranno a casa: ad oggi, più di 50 mila.

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