Nei Campus continuano le proteste pro-Gaza: alta tensione da New York al Texas
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Nei Campus continuano le proteste pro-Gaza: alta tensione da New York al Texas

Alta tensione oggi in alcuni campus americani al centro delle proteste pro-Gaza.

Nei Campus continuano le proteste pro-Gaza: alta tensione da New York al Texas
Proteste pro-Gaza nei campus universitari
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30 Aprile 2024 - 00.47


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 Alta tensione oggi in alcuni campus americani al centro delle proteste pro-Gaza. Alla Columbia University, dove la scorsa settimana un centinaio di studenti sono finiti in manette quando la presidente Minouche Shafik ha chiamato la polizia, l’ateneo ha dato un nuovo ultimatum: sgombero della tendopoli o sospensione degli occupanti.

Intanto a Austin poliziotti statali in assetto antisommossa hanno arrestato sei persone nel tentativo di disperdere una manifestazione alla University in Texas dove la scorsa settimana una sessantina di persone erano finite al commissariato. Il governatore Greg Abbott aveva dato l’imprimatur: «Nessuna tendopoli sarà tollerata».

Novanta circa gli arresti al Virginia Tech dopo una breve occupazione del college, mentre il movimento per la pace a Gaza e il boicottaggio degli investimenti con aziende pro-Israele dilaga all’estero: da Parigi, dove la polizia è intervenuta alla Sorbona, a Roma e nei prossimi giorni Firenze. A Columbia, il punto di riferimento anche oltre-oceano, il braccio di ferro continua e le posizioni, anziché avvicinarsi, sono sempre più distanti.

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Di fronte alle minacce dell’amministrazione, gli studenti hanno reagito respingendo l’ultimatum. Sotto i riflettori delle tv, la polizia circonda il campus mentre un gruppo di professori hanno formato una catena umana davanti all’ingresso del campus nel caso che le forze dell’ordine dovessero fare irruzione.

Le manifestazioni proseguono – tra ieri e oggi una novantina di persone, tra cui 54 studenti, sono stati arrestati al Virginia Tech – e in parallelo cresce il pressing politico. Oggi 21 deputati Dem – tra questi i moderati Josh Gottheimer e Dan Goldman, l’ex leader della maggioranza Dem alla Camera Steny Hoyer e i colleghi Adam Schiff, Dean Phillips, Debbie Wasserman Schultz e Ritchie Torres – hanno scritto al consiglio di amministrazione dell’ateneo chiedendo che la tendopoli degli studenti pro-palestinesi a Columbia sia smantellata una volta per tutte.

Finora erano stati parlamentari repubblicani a far pressione sui leader dell’università per porre fine alla protesta studentesca, chiedendo le dimissioni della presidente Minouche Shafik che, pur avendo chiamato la polizia sul campus, era stata giudicata troppo debole per gestire la situazione. Johnson a sua volta è tornato alla carica suggerendo la revoca del visto agli studenti stranieri pro-Gaza.

Il tempo stringe: tra pochi giorni comincia nelle università Usa la stagione delle lauree. Oggi la Shafik si è impegnata a far tenere regolarmente le cerimonie di metà maggio a dispetto delle proteste.

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