Ucraina, conferenza in Svizzera: "Integrità territoriale" è la base per la pace ma 13 paesi non firmano
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Ucraina, conferenza in Svizzera: "Integrità territoriale" è la base per la pace ma 13 paesi non firmano

La dichiarazione finale congiunta chiede l'integrità del territorio ucraino come premessa per la fine della guerra, tra le altre cose. Assenti Russia e Cina, non firmano il testo finale vari Paesi tra cui Brasile, India e Sudafrica

Ucraina, conferenza in Svizzera: "Integrità territoriale" è la base per la pace ma 13 paesi non firmano
Conferenza internazionale sulla pace in Ucraina
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16 Giugno 2024 - 16.02


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Non un fallimento ma qualcosa di più ci si poteva aspettare, Chiusa la conferenza sull’Ucraina di Lucerna. La dichiarazione finale congiunta chiede l’integrità del territorio ucraino come premessa per la fine della guerra, tra le altre cose. Assenti Russia e Cina, non firmano il testo finale vari Paesi tra cui Brasile, India e Sudafrica

Il comunicato finale della conferenza di pace sull’Ucraina, che si è tenuta in Svizzera, ha chiesto che “l’integrità territoriale” del Paese sia la base di qualsiasi accordo per terminare la guerra, lo scambio di prigioneri con la Russia e il ritorno a casa dei bambini ucraini deportati.

Il documento è stato firmato da un’ottantina di governi partecipanti, la maggior parte di quanti sono convenuti sabato e domenica al resort di Bürgenstock nei pressi di Lucerna, ma tredici Paesi non hanno aderito.


Tredici Paesi tra cui i Brics non firmano il comunicato finale del summit sull’Ucraina

Brasile, India e Sud Africa non figurano tra i firmatari della dichiarazione congiunta. Un’assenza rilevante visto che queste tre potenze economiche del sud del mondo partecipano al forum dei Brics,in cui siedono accanto a Russia e Cina (la prima non è stata invitata in Svizzera, la seconda ha deciso di non andare al summit).

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Non hanno aderito alle conclusioni del vertice anche Armenia, Bahrein, Indonesia, Colombia, Libia, Messico, Arabia Saudita, Suriname, Tailandia ed Emirati Arabi Uniti, per un totale di 13 Paesi.

“Nonostante i nostri diversi punti di vista, siamo riusciti a concordare una visione comune. Abbiamo esposto questa visione nel comunicato di Bürgenstock. Sono fiduciosa che ci impegneremo in questo processo anche dopo, sapendo che la strada da percorrere è lunga e impegnativa”, ha dichiarato la presidente svizzera, Viola Amherd, chiudendo i due giorni di conferenza.


Zelensky dopo summit in Svizzera: “Oggi un primo passo” per la pace

“È importante che tutti i partecipanti hanno sostenuto l’integrità territoriale dell’Ucraina, altrimenti non ci sarà pace” ha detto il presidente ucraino Zelensky a chiusura del vertice, lanciando l’ipotesi di un nuovo vertice nel giro di qualche mese su “temi specifici”.

Il comunicato finale del summit denuncia anche “la militarizzazione della sicurezza alimentare”, tema della seconda giornata in incontri, e che l’accesso ai porti del Mar Nero e del Mar d’Azov è “critico” per l’approvvigionamento alimentare globale.

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Nel testo si chiede anche che l’Ucraina abbia il “pieno controllo sovrano” sulla centrale nucleare di Zaporizhzhia, occupata dai russi dall’inizio dell’invasione, e il ritorno di circa 20mila minori trasferiti in Russia dalle zone meriodionali e orientali dell’Ucraina, un crimine di guerra per cui vige un mandato di arresto internazionale per il presidente russo Vladimir Putin.

La dichiarazione è stata firmata tra gli altri da Svizzera, Stati Uniti, Turchia, dall’Unione Europea e dall’Italia. “Il mondo ha a cuore quello che accade in Ucraina”, ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ma la pace “non si costruisce in un giorno”-

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