La guerra russo-ucraina raccontata da Stasya:"E' un incubo che ha spezzato i nostri destini"
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La guerra russo-ucraina raccontata da Stasya:"E' un incubo che ha spezzato i nostri destini"

Dopo 1.409 giorni di guerra e nel mezzo di una parvenza di trattativa inficiata dall’oscuro rapporto tra Putin e Trump, vale la pena leggere i racconti della guerra e dalla guerra che Meduza raccoglie tra le sue lettrici e i suoi lettori

La guerra russo-ucraina raccontata da Stasya:"E' un incubo che ha spezzato i nostri destini"
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2 Gennaio 2026 - 18.55


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Sono passati 1.409 giorni di guerra; di quella guerra che all’inizio era reato, in Russia, chiamarla guerra. Putin, nello sferrare l’attacco all’Ucraina, aveva detto che era una semplice operazione di polizia: qualche giorno e si sarebbe risolto tutto. Magari mettendo a capo di Kiev un fantoccio, che sapesse sempre dire sì allo zar di Mosca, un Lukashenko 2.

Dopo 1.409 giorni di guerra e nel mezzo di una parvenza di trattativa inficiata dall’oscuro rapporto tra Putin e Trump, vale la pena leggere i racconti della guerra e dalla guerra che Meduza raccoglie tra le sue lettrici e i suoi lettori, dall’una e dall’altra parte.

La lettera di oggi è quella di Stasya, scritta da Mosca.

«La guerra è un incubo…

Hanno spezzato i nostri destini, le nostre amicizie, ci hanno fatto vergognare della nostra bandiera, del nostro passaporto, dei nostri compagni…

Se qualcuno ci avesse detto, nel 2022, che l’incubo sarebbe durato quattro anni, probabilmente non ci avremmo creduto…

Diciamo che la guerra finisce… Lo spero… Ma cosa resta?

Anche se non nei primi mesi, lascia che sia un po’ più in là, nel secondo trimestre di questo 2026… Ok, ma cosa significherà questo per la Russia?

Forse aboliranno le leggi draconiane e selvagge, aboliranno lo status di agente straniero, libereranno i prigionieri politici?

La censura sarà abolita? I provocatori verranno “spenti”?

Riporteranno la Costituzione alle origini, inizieranno a conformarla?

Smetteranno di ripeterci dalle tv che siamo circondati dai nemici?

L’economia guarirà miracolosamente, i prezzi delle case e delle utenze scenderanno?

E IKEA tornerà?

Probabilmente no…

La situazione non cambierà, sarà tale e quale.

Chissà il PIL… Forse ci vorranno 85 anni: quanti anni avremo io e te allora?

Vorrei andarmene, ma dove?

C’è la sensazione che questa guerra abbia stravolto il mondo intero e lo abbia spezzato. Il mondo, questo mondo, si è rivelato fragile.

Pensiamoci.

Non per imprecare, non per scoprire chi ha detto cosa su chi, ma per pensare a come non perdere la finestra di opportunità che si aprirà presto.

E se si aprirà, pensare a cosa dovrà essere fatto affinché l’incubo non si ripeta per i nostri nipoti.»


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