Trump minaccia subito la presidente a interim del Venezuela: "Pagherà un prezzo alto se..."
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Trump minaccia subito la presidente a interim del Venezuela: "Pagherà un prezzo alto se..."

Donald Trump torna a minacciare apertamente il Venezuela, prendendo di mira la nuova presidente Delcy Rodríguez e rivendicando senza esitazioni l’operazione che ha portato al sequestro di Nicolás Maduro.

Trump minaccia subito la presidente a interim del Venezuela: "Pagherà un prezzo alto se..."
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4 Gennaio 2026 - 20.06


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Donald Trump torna a minacciare apertamente il Venezuela, prendendo di mira la nuova presidente Delcy Rodríguez e rivendicando senza esitazioni l’operazione che ha portato al sequestro di Nicolás Maduro. In un’intervista a The Atlantic, ripresa dall’agenzia Bloomberg, il presidente degli Stati Uniti ha lanciato un avvertimento diretto: se Rodríguez «non fa quello che è giusto, pagherà un prezzo molto alto, probabilmente più alto di quello di Maduro».

La dichiarazione arriva mentre il Paese è ancora sotto shock per il blitz militare statunitense, condotto con attacchi simultanei a Caracas e culminato con il trasferimento forzato dell’ex presidente negli Stati Uniti. Un’operazione che Washington continua a difendere apertamente, presentandola come necessaria e inevitabile. «La ricostruzione e il cambio di regime, come volete chiamarli, sono meglio di quello che c’è adesso» in Venezuela, ha affermato Trump nella stessa intervista. «Non potrebbe andare peggio».

Parole che non lasciano spazio a interpretazioni: il cambio di governo imposto dall’esterno viene rivendicato come scelta politica legittima, mentre le minacce personali contro la nuova leadership venezuelana diventano parte integrante della strategia statunitense. Trump ha inoltre respinto l’idea che l’intervento rientri in una più ampia logica di controllo dell’emisfero occidentale, legata alla Dottrina Monroe, da lui stesso rilanciata e ribattezzata “Dottrina Donroe”. «Non si tratta dell’emisfero. Si tratta del Paese. Si tratta dei singoli Paesi», ha dichiarato in un’intervista telefonica con The Atlantic, precisando che «la decisione di rapire il presidente venezuelano non è stata presa semplicemente per ragioni geografiche».

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Resta il fatto che gli Stati Uniti rivendicano apertamente il sequestro di un capo di Stato, il rovesciamento forzato di un governo e l’uso della minaccia come strumento di pressione politica. Un’escalation che segna un punto di rottura nelle relazioni internazionali e che solleva interrogativi pesantissimi sulla legalità dell’azione americana e sulle conseguenze che questa linea di forza potrà avere non solo per il Venezuela, ma per l’intero equilibrio regionale.

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